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COSENZA – L’epilogo di “Così parlò Bellavista”, spettacolo in cartellone al Rendano ieri e stasera, è stato insolito e sferzante con l’attore e regista Geppi Gleijeses che si è scagliato duramente contro la città di Cosenza e le sue politiche culturali.

Dopo aver ricordato le origini di Celico dei suoi nonni materni, di aver diretto il teatro Stabile di Calabria per tredici anni e aver fatto i complimenti al teatro Rendano definendolo il più bel teatro a sud di Napoli («comunque all’altezza del San Carlo») non ha concesso sconti a nessuno.

«Voi – ha detto riferendosi al pubblico – dovete pretendere un teatro che sia all’altezza della sua bellezza e del suo passato. La buca dell’orchestra deve essere piena. Qui si deve tornare a fare la lirica e voi cittadini lo dovete pretendere. Io oggi sono costretto a ringraziare i miei attori che hanno recitato al freddo e questa cosa non è ammissibile per un teatro dell’importanza del Rendano» .

Di sicuro in prima fila si gelava, nonostante i termosifoni accesi. E quella Madonna che oscillava vistosamente appesa alla graticcia, nella scena in cui il professore rimprovera l’esattore della camorra, a questo punto, non doveva essere esattamente una scelta registica, per quanto suggestiva. Il pubblico del Rendano ha risposto con applausi alle dure parole di Gleijeses sentendosi evidentemente d’accordo. Difficile scorgere in platea qualcuno dell’amministrazione comunale ma un attacco così diretto sarà arrivato a destinazione. Con buona pace di Noce e Citrigno, organizzatori della rassegna, definiti dallo stesso Gleijeses «imprenditori che vanno ringraziati perché nonostante le difficoltà investono nella cultura e nel teatro».

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