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Il momento della premiazione di Tony Sansone tra l'attrice Giorgia Wurth e il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio (foto Claudia Oliva)

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Ha ricevuto il premio per aver prestato la voce al personaggio di Jason George di Grey’s Anatomy: «Una grande emozione ricevere un premio così importante»

COSENZA – Il doppiatore cosentino Tony Sansone ha ottenuto il premio per miglior voce non protagonista al Festival Nazionale “Voci nell’ombra”. La storica kermesse si è svolta a Savona e ha visto Sansone primeggiare nella categoria destinata alle serie televisive. Il personaggio doppiato da Sansone, e che gli è valso il premio, è quello di Jason George, di Gray’s Anatomy, a cui dà volto l’attore Ben Warren. L’attore cosentino ha ricevuto il premio direttamente dalle mani del sindaco della città, Ilaria Caprioglio. La serata, condotta dall’attrice Giorgia Wurth e dallo storico speaker di Radio Montecarlo Maurizio Dj Maggio, ha visto sfilare il meglio del doppiaggio italiano e premiare i doppiatori che si sono distinti maggiormente nella passata stagione.

Per Sansone, cosentino di Paola, una grande soddisfazione giunta nel corso di una carriera che lo ha già visto doppiare alcuni dei più importanti attori mondiali.

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Tra le chicche della sua carriera vanno necessariamente citati il doppiaggio di Omar Epps, il dottor Foreman della serie “Dottor House” ma anche Robert Downey junior in “Good night and good luck”, Cuba Gooding junior in “Intrighi e bugie”, Mark Wahlberg in “Il pianeta della scimmie” e Matthew McConaughey in “Nessuno è al sicuro”.

L’artista cosentino, inoltre, non è nuovo alle premiazioni, visto che già nel 2008, era stato premiato sempre a “Voci nell’ombra” e nella stessa categoria “Miglior voce non protagonista televisiva” per aver prestato la voce all’attore Christian Rauth, l’ispettore di polizia Renè Aquelin nella fiction “Il commissario Navarro”.

«Ricevere un premio così importante è sempre una cosa molto emozionante – racconta al telefono – che ti gratifica, che ti ripaga di tanti sacrifici. Ricordi che ti restano dentro. Ecco perchè, oltre a chi ha votato, il mio ringraziamento non può non andare alla direttrice del doppiaggio, Giuppy Izzo, che mi ha scelto per questo personaggio e poi al pubblico che sceglie e apprezza queste fiction, proprio come nel caso di Gray’s Anatomy».

Difficile non trovare la sua voce nelle tante fiction americane di successo oggi e che popolano i canali televisivi. Alias e 4400 quelle che nel corso degli anni, insieme al Dottor House, gli sono valse soddisfazioni e nomination a premi nazionali. Che ogni tanto vince, proprio come questa edizione di Voci nell’ombra. «Il doppiaggio è cambiato tanto – racconta dall’alto dei suoi trent’anni di carriera – io ho cominciato che ero praticamente un ragazzino con un grande maestro che era Pino Locchi. Per fortuna resta ancora un mondo assolutamente affascinante e magico, io in tutti questi anni non mi sono mai annoiato un giorno. Una professione che negli anni Ottanta era assolutamente sconosciuta al grande pubblico e oggi non è più così, grazie al lavoro di stampa, festival e appassionati. Come Antonio Genna, per esempio, e il suo database sul web».

VOCI NELL’OMBRA. Una kermesse giunta alla sua edizione numero 17 e diretta da Tiziana Voarino e Felice Rossello. Il premio “Miglior doppiaggio” è andato a Mario Cordova per Everest. Per Cordova una “doppietta” visto che nell’estate appena trascorsa a Reggio Calabria aveva ricevuto anche il “Leggio d’oro” alla Miglior Interpretazione Maschile per il doppiaggio di Bryan Cranston nel film “L’Ultima Parola”. A Savona inoltre, miglior voce maschile a Luca Biagini per Michael Keaton (Walter “Robby” Robinson) in “Il Caso Spotlight”; femminile a Cristina Boraschi per Julia Roberts (Jess) in “Il segreto dei suoi occhi” (a Reggio Calabria centrò una menzione speciale per i suoi doppiaggi della Roberts e della Bullock); miglior voce non protagonista a Federica De Bortoli per Rachel McAdams (Sacha Pfeiffer) in “Il Caso Spotlight”. Per la tv, invece i premi sono andati: miglior doppiaggio generale a Roberto Gammino per House of Cards; voce maschile a Massimo Rossi per Paul Giamatti (Charles “Chuck” Rhoades Jr.) in “Billions”; voce femminile a Giuppy Izzo per Winona Ryder (Joyce Byers) in “Stranger Things”; miglior voce non protagonista, come detto, a Tony Sansone per Jason George (Ben Warren) in “Grey’s Anatomy” (Italia1, Fox Life). Targa “G. Fava” alla carriera a Rodolfo Bianchi. Targa Bruno Paolo Astori alla voce emergente a GianAndrea Muià (Sarutobi Sasuke) per Sengoku Basara (Yamato Play). Infine, targa alla carriera di Adattatore e Dialoghista a Francesco Vairano e il Premio Siae al giovane Adattatore e Dialoghista di talento Laura Cosenza.

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