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LA copertina di oggi è per Domenico Berardi, un altro figlio di Calabria che brilla nel pianeta dorato della serie A. Singolare la storia di questo ragazzo, nato a Cariati Marina, in provincia di Cosenza, l’1 di agosto del 1994, che con la tripletta di ieri alla Sampdoria, seppur con due calci di rigore, sale a quota 5 reti nella classifica dei marcatori. È alla prima stagione nella massima serie, conquistata con il Sassuolo dove nel trionfale campionato di serie B ha timbrato per 37 volte il cartellino delle presenze, realizzando anche 11 reti. Il ragazzo ha talento, e adesso si accontenterebbe di una chiamata del ct dell’Under 21, Gigi Di Biagio. Ma l’azzurro potrà rivederlo soltanto a maggio del 2014, quando finiranno i 9 mesi di sospensione per non avere risposto a una convocazione. Il codice etico della Figc impone certe regole, ma avendo solo 19 anni il tempo lo aiuterà a centrare l’obiettivo. Anche perché nel suo futuro c’è la Juve.

Dicevamo: una storia singolare, come accade spesso a tanti giovani talenti della nostra terra. E quella di Berardi ha qualcosa di speciale, per come è germogliata un paio di anni fa. Cresciuto al bivio di Crosia, a due passi dalla casa cantoniera. Il papà è originario di Bocchigliero, la mamma di Longobucco due centri dell’entroterra silano. Il suo primo contatto con il pallone avviene nella scuola calcio “il Castello” di Mirto Crosia, gestita da Riccardo Voltarelli (il papà del cantautore Peppe). E lui capisce subito che Domenico ha talento: lo porta al Cosenza, visto che nel frattempo la sua scuola calcio era diventata un “punto Cosenza”. Erano i tempi in cui il responsabile del settore giovanile era Peppino Mazzula. Voltarelli porta Berardi nel San Vito, deserto, dove fa un giro a piedi e rimane incantato. 

Vuole indossare la maglia rossoblù, il giovane attaccante. E Mazzulla, a cavallo tra la stagione 2009-2010 e 2010-2011, lo porta al Cosenza assieme a Canotto (del Siena e in prestito al Sorrento) e Fornito (Primavera del Napoli). Accordo fatto, tutti e tre debbono soltanto aspettare l’inizio della stagione. Ma si scopre che non c’è la disponibilità economica per ospitarli in foresteria. E così Berardi se ne va a Modena, dal fratello. Lì, mentre gioca una partita a calcetto con amici, lo nota uno degli osservatori del Sassuolo. Preso. Dal sogno stroncato di giocare con la maglia rossoblù del Cosenza, a quello di sfondare nel grande calcio. Per ora al Sassuolo, nel futuro alla Juve. Signori: ecco Berardi, l’oro di Calabria.

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