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Lo striscione dei tifosi

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COSENZA – Disperati, delusi, incazzati neri, ma anche fiduciosi nel fatto che qualcosa di positivo possa ancora accadere. La sconfitta di Empoli (LEGGI) si trasforma nell’ennesima occasione per assistere, sui social, alla valanga di commenti ormai tipici da un paio di anni a questa parte quando si parla del Cosenza e delle sue avventure nel campionato di Serie B. La salvezza è diventata una chimera, anche se le possibilità di farcela non mancano, ma è la rabbia che prevale per quello che poteva essere e non è stato. Rabbia che si riversa un po’ su tutti, a partire dal patron Guarascio, da sempre l’obiettivo numero uno.

“I seggiolini se li sta vendendo su E-bay”, scrive Luca Principato, riferendosi con amarezza ad una delle spese che, secondo l’immaginario collettivo, ha limitato gli investimenti per rinforzare la squadra. “I ragazzi non c’entrano nulla…prendersela con questi ragazzi è un insano atto di incompetenza calcistica…lo sport a questi livelli non può essere un “hobby”…e ho detto tutto…”, le parole di Francesco Conti, che rimandano inevitabilmente al termine utilizzato dallo stesso Guarascio, qualche tempo fa, quando in una intervista politica gli fu chiesto quale fosse il suo coinvolgimento nel Cosenza Calcio.

“E’ tutta colpa della Pandemia”, scrive Andrea Corvino, riferendosi anche all’intervista tra il primo e il secondo tempo della gara di ieri ad Empoli, quando, alla domanda sulle cause di una stagione negativa, il presidente su RaiSport ha detto testualmente “siamo in linea con la Pandemia”. Articolata la proposta di Francesco Nicotera: “Propongo di inviare al sindaco una petizione popolare per togliere ad “ecologia oggi” l’appalto per la raccolta rifiuti a Cosenza. Non deve più incassare un centesimo da questa Città. Probabilmente non otterremo niente ma deve sapere, se ancora non lo ha capito, quanto lo disprezziamo. #guarasciovattene”.

Ancora sulla battuta relativa alla pandemia. E’ Pietro Garritano a scrivere citando la frase testuale (“”La partita è alla nostra portata ,la stagione è in linea con la pandemia,e noi dobbiamo fare il massimo a cominciare da oggi”) e aggiungendo: “Non tre ne devi andare, ti devono chiudere urgentemente”. Gli fanno eco con ironia Carlo Aprile (“Siamo in linea con la C”) e Antonio Pallo (“E’ ancora alla nostra portata dai… Guarà, ma va ti spacca na fresa”). L’affondo è di Antonello Aprile: “Guarascio ogni volta che gli mettono davanti un microfono è come se diventasse (forse lo vuole veramente) un politico in campagna elettorale, frasi fatte, luoghi comuni, mai assunzioni di responsabilità, sempre vittorioso contro il nulla, visione di una dimensione lontanissima, contraria alla realtà”.

Ce n’è anche per il ds Trinchera. “Innanzitutto la rosa l’ha creata Trinchera, poiché Guarascio è un incompetente e di calcio non capisce nulla, come non capisce niente di programmazione e di rapporti con i tifosi, ma Trotta e Mbakogu li ha presi quello scandalo di Trinchera”, dice Giovanni Falvo. Ma c’è chi assolve il dirigente salentino. “Trinchera è una emanazione del presidente fa quello che gli dice il presidente come budget ecc. Dagli un budget decente e poi lo valutiamo … Il presidente dopo 11 anni deve capirne di pallone, di organizzazione, di budget ecc… Non è vero che non ne capisce …non gliene è mai fregato niente”, l’opinione di Massimiliano Esposito.

Fari della delusione puntati anche sul tecnico Occhiuzzi. “Occhiuzzi e il compare Moschella che sul 4-0 ancora simulano schemi sui fogli di carta…”, scrive Alessandro Ippolito. “Con Idda e la complicità di Occhiuzzi abbiamo perso come minimo 8, 9 punti, ovviamente il tutto grazie alla tirchieria del nostro presidente Guarascio. A proposito, chissà quest’ultimo cosa avrà pensato del suo collega presidente da strada Corsi!”, ha scritto Francesco Mungo. C’è anche l’appello di Giovanni Guadagnolo dopo aver ascoltato le interviste a fine gara: “Occhiuzzi te lo chiedo per piacere….anche tu basta…..basta co sta storia che il campionato è aperto….basta, ci vuole onestà e rispetto verso chi stasera sta solo soffrendo. Guarascio prima e dopo tu avete perso una occasione per stare zitti”. Enne Erre risale nel tempo: “È finita a gennaio quando la società non ha rinforzato la squadra ed occhiuzzi (che doveva essere il garante dei tifosi) non ha mosso un dito”.

Si affaccia, infine, anche un filo dio speranza in qualcuno: “Premetto che non ci credo più, ma il goal di Tutino che ha permesso di battere il Pordenone non è che un segnale? Lo scorso anno un ns ex, Garritano, col suo gol ci ha permesso di salvarci. Che sia quel di Tutino a segnare nuovamente il nostro futuro?”. Lo scrive Natale Perrotta, riferendosi al gol che al 95’ ha regalato la vittoria alla Salernitana a Lignano Sabbiadoro contro il Pordenone, che riduce di fatto le distanze del Cosenza dai friulani, lasciando uno spiraglio di speranza più deciso ai rossoblù. Lenny Santos scrive: “Non era questa la partita da vincere… vediamo il bicchiere mezzo pieno hanno perso reggiana e Pordenone”. Non molliamo fino alla fine – le parole di Francesco Falcone – Anche se lungo il campionato abbiamo sbagliato tanto. Tanti punti persi da sciocchi. Fino alla fine, non mollate e non molliamo. Forza Lupi”. “Se le vinciamo tutte e due e Ascoli e Pordenone le perdono tutte e due si va tutti a 41 e siamo salvi”, il contributo di Vito Aquino. Ha fiducia e mostra praticità Serafino Mario DI Marco: “Vinciamo le ultime due e facimu i play out da quint’ultimi con gli amici di Pordenone, sperando che la perdente la ripeschino”

E poi l’eroica deriva filosofica, con tanto di ironia sottesa: “Non aspettarti niente, e non rimarrai deluso”, chiosa un quasi rassegnato Luca Di Dio.

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