Eugenio Guarascio
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 Le frasi chiave del presidente del Cosenza Calcio Guarascio
- 2 La nota del presidente Guarascio: “Pensavo che tutti volessero raggiungere il fine comune: la promozione. Ma sta accadendo qualcosa di inverosimile”
- 3 Guarascio: “Ci sono imprenditori che solo a parole vorrebbero subentrare. Solo con il mio impegno si sta disputando un ottimo campionato”
- 4 Il silenzio degli spalti: “Mi aspetterei unità di intenti, finiamo il campionato e poi tiriamo le somme. Ma non cedo ai ricatti”
- 5 Guarascio scarica le colpe sui tifosi e nega qualsiasi trattativa
- 6 I concetti di “squadra di altissimo livello” e di “allenatore encomiabile” e la realtà di una stagione mai preceduta dall’intento ambizioso sbandierato oggi
La nota con cui Guarascio capovolge gli eventi, accusa i tifosi di aver abbandonato il Cosenza calcio, nega anche l’esistenza di trattative serie e parla di ricatti verso la sua persona
COSENZA – La cosa più strana è che sembra di essere sempre allo stesso punto di partenza. Nessun progresso, nessun passo in avanti, tutto fermo. All’interno del Cosenza Calcio il tempo si è fermato. Più che il tempo, però, nel ripetere certi concetti come un mantra volto solo a “galleggiare”, sembra che si sia fermata proprio la volontà di trovare una soluzione ad una vicenda che diventa sempre più grottesca. La lettera inviata ieri dal presidente Guarascio, prima ad una sola testata, il Corriere della Calabria, e soltanto dopo affidata alle pagine ufficiali del club (mai visto un destino più avvilente per una nota ufficiale…), ha suscitato una miriade di commenti e di polemiche.
Le frasi chiave del presidente del Cosenza Calcio Guarascio
Per non parlare delle risposte al relativo post del club rossoblù pubblicato sui social: una valanga di improperi, oggi naturale e inevitabile approccio della città nei confronti della proprietà del club. Soprattutto in presenza di frasi che testimoniano uno scollamento totale dalla realtà. Una su tutte? «Sono l’unico che si sta spendendo per la città». Un’altra? «I tifosi, gli unici che meritano attenzione». Al proposito ci si chiede perché la sofferenza della tifoseria non sia considerata dallo stesso Guarascio come uno “spendersi per la città”. E ci si chiede anche cosa intenda Guarascio per “tifosi”, visto che la stragrande maggioranza della tifoseria (assente dallo stadio) ormai da tempo pensa di non essere più minimamente rispettata dalla società. Quali sono i tifosi che meritano attenzione? Quelli le cui istanze sono state ignorate per anni? Aspettiamo una risposta…
La nota del presidente Guarascio: “Pensavo che tutti volessero raggiungere il fine comune: la promozione. Ma sta accadendo qualcosa di inverosimile”
Ma ecco il contenuto della nota, accompagnata dalla foto che pubblichiamo, in cui si vede un presidente Guarascio adirato, che sembra sfidare apertamente la città: «Ciò che sta accadendo da più tempo in questa delicata fase della stagione agonistica intorno al Cosenza Calcio – scrive Eugenio Guarascio – io penso abbia dell’inverosimile. Dopo continui attacchi alla mia persona, additato come titolare di un pervicace interesse a possedere le quote di maggioranza della società calcistica “Cosenza”, così allontanando e rifiutando le proposte che vieppiù sarebbero state avanzate da facoltosi imprenditori, sto assistendo a qualcosa che comincia ad assumere toni ancora più preoccupanti e allarmanti.
Poiché si discute, per quel che a me maggiormente interessa, di un bene – quale è la squadra di calcio – della città di Cosenza e quindi dei cittadini di Cosenza, ritenevo che fosse consequenziale una convergenza di forze in funzione del raggiungimento di un fine che è un bene comune: la promozione della squadra nella categoria superiore».
Guarascio: “Ci sono imprenditori che solo a parole vorrebbero subentrare. Solo con il mio impegno si sta disputando un ottimo campionato”
«Il tutto – continua la nota – pur a fronte delle palesi diversità di vedute tra le varie componenti soggettive che hanno un ruolo attivo. Mi riferisco, innanzitutto, a me stesso, ma anche alle varie autorità, agli imprenditori che assumono – solo a parole, invero – di voler subentrare e ai tifosi, gli unici che meritano attenzione. Ebbene si è creato un fronte compatto contro la mia persona, perdendo di vista che solo grazie al mio personale impegno la squadra, di livello altissimo e con un allenatore encomiabile per l’impegno profuso, sta disputando un ottimo campionato con prospettive parimenti superlative.
La questione diventa quasi patologica, però, se si pensa che il cammino della squadra è seguito solo mediaticamente da tutti, visto che gli spalti sono puntualmente vuoti ogni domenica e, per di più, viene paventata la possibilità di non concedere l’utilizzo dello stadio al Cosenza Calcio, sebbene il rapporto tra squadre e comune è oneroso e non gratuito».
Il silenzio degli spalti: “Mi aspetterei unità di intenti, finiamo il campionato e poi tiriamo le somme. Ma non cedo ai ricatti”
«Io accetto tutto – è scritto ancora nella nota – però penso che tutti dovremmo essere compatti e fare gruppo intorno alla squadra e poi sviluppare tutti i temi di contrasto tra le parti nelle sedi diverse dallo stadio. È drammaticamente assordante il silenzio desolante sugli spalti in un momento in cui è in gioco un obiettivo massimo che è facilmente intuibile. Mi trovo allora a essere l’unico che si sta spendendo per la città, guidando la squadra di calcio con impegno economico di non poco conto, e nello stesso tempo a essere bersaglio di tutti sol perché non assecondo richieste completamente campate in aria.
Sicuramente non ho messo in conto di essere ringraziato da nessuno, ma in questo momento, veramente cruciale, mi aspetterei unità di forze e di intenti per il bene della squadra. L’accesso ai play off necessita di una presenza numerosa di tifosi. Finiamo questo campionato e poi tiriamo le somme. Se qualcuno vuole seriamente subentrare io sono pronto a cedere. Non cederò mai a ricatti, però».
Guarascio scarica le colpe sui tifosi e nega qualsiasi trattativa
Il messaggio di Guarascio? E’ presto detto: se non venite allo stadio e la squadra non dovesse essere promossa in Serie B, la colpa sarà vostra, cari tifosi… Difficile interpretare la lettera del patron in maniera diversa. Un vero e proprio “avviso”, volto a scaricare le responsabilità su un intero ambiente. La questione, però, è anche un’altra. Guarascio, mentre qualche tempo fa al cinema San Nicola aveva fatto intendere di essere vicinissimo a chiudere una trattativa, e mentre circolano voci di accordi già stipulati, riferendosi alla possibilità di cedere il Cosenza si esprime come qualche mese fa, come l’anno scorso e come due anni fa.
Come se il tempo non fosse mai passato. Le sue frasi? Eccole: «Imprenditori che assumono solo a parole di voler subentrare», oppure si ritiene «bersaglio di tutti sol perché non assecondo richieste completamente campate in aria». Quindi tutti coloro che lo hanno avvicinato hanno proposto il nulla, a suo dire. A tutta la città, non solo a chi fa informazione, risulta l’esatto contrario.
I concetti di “squadra di altissimo livello” e di “allenatore encomiabile” e la realtà di una stagione mai preceduta dall’intento ambizioso sbandierato oggi
Ultima nota: nella lettera Guarascio parla di Buscè come di un allenatore «encomiabile». Peccato che all’allenatore che oggi serve per andare in Serie B, solo qualche mese fa è stato chiesto di dimettersi per dichiarazioni scomode nelle quali manifestava insofferenze ormai ben note. E parla di squadra di “altissimo livello” (sempre perché ora serve per andare in Serie B): una squadra che si è ritrovata solo per caso ad essere tale, visto che per caso, e solo per caso, non è stata smembrata. All’inizio della stagione, nessuno ha detto alla città: costruiremo una squadra di “altissimo livello” e con un “allenatore encomiabile”. Semplicemente perché non era quello l’intento. Si è viaggiato a fari spenti. L’unica luce che c’è oggi, ma solo da un punto di vista strettamente sportivo, l’hanno prodotta le “dinamo” che hanno attivato squadra e allenatore pedalando anche controvento…
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