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Un ricco gruppo di imprenditori canadesi è pronto a rilevare il Cosenza Calcio; per Guarascio la decisione è ormai immediata.


COSENZA – Forse qualcuno che ancora era incredulo sulla presenza di questa trattativa con i “canadesi”, può mettersi l’anima in pace e recitare un mea culpa. Esistono e sono gente seria questo gruppo di imprenditori canadesi.  E domani scriviamo qualcosa in più su di loro, non tutte per motivi di opportunità che più avanti sono spiegati. Sulla loro esistenza adesso si sa molto, anche qualche nome, provenienza, interessi, hobby e passioni. Gente che non si fa prendere in giro da nessuno, neanche in questa trattativa semplice che qualcuno vuol complicare.

COSENZA CALCIO CON I CANADESI: IDENTIKIT E ORIGINI DEGLI IMPRENDITORI DI TORONTO

Come sono arrivati a interessarsi delle sorti del Cosenza calcio? Uno di loro ha un passato nel mondo del calcio canadese, non da giocatore ma da dirigente e appassionato. Qualcuno di loro di nome Mauro (non scriviamo il cognome oggi per non dare la possibilità al venditore di farne una scusa per interrompere la trattativa, ma lo faremo al momento opportuno), insieme ai suoi due fratelli, è amico di un presidente, anzi di due presidenti di squadre di serie A (non è difficile capire chi sono), e, forse, parlando con loro ha saputo della situazione che si vive a Cosenza. Perché proprio investire in Italia e proprio a Cosenza? Facile capire, basta leggere i loro cognomi, tutti della nostra terra e con la Calabria hanno legame diretto o tramite moglie.

Qualche esempio: Cundari, Nardi, Turco. Gente nostra, che ha fatto i miliardi in Canada e vorrebbero fare qualcosa di buono per la terra delle loro radici. Sono immobiliaristi miliardari, un campo di affare molto ricco in Canada; frequentano tutti lo stesso golf club a Toronto, uno dei più prestigiosi del mondo, dove la tessera annuale costa 100mila dollari e per entrare nel club devi aspettare che si liberi un posto con un socio morto.  Sono sette e più amici, tutti straricchi. Si parla di miliardi di euro di patrimonio.  Solo a sentire il racconto che ha fatto il  presidente del golf club che frequentano, non ci si può non emozionarsi.

L’ULTIMATUM ALLA PROPRIETÀ ED IL RUOLO DI GUARASCIO

L’emissario che sta trattando da Milano è uno svizzero che cura i loro interessi e i loro soldi in quella ricca e discreta nazione. Anche il loro amore per la Calabria ha, però, un limite di pazienza. Non sono disposti ad aspettare più di tanto: o si chiude o mollano tutto. In ogni caso, nella tarda mattina di oggi 29 maggio, si dovrà sapere la fine di questa trattativa. Non c’è più tempo, non c’è voglia di aspettare. La palla è in mano, ancora una volta a Eugenio Guarascio che ha detto di voler bene al Cosenza calcio, e se così è, allora dovrebbe cedere la società, dimostrando di volere bene ai cosentini che ne chiedono a gran voce la vendita.

La chiacchierata fatta ieri mattina con questo grosso imprenditore canadese di origine cosentina, in Calabria perché deve portare a termine un progetto importante che riguarda la costruzione di un golf club con due campi da 18 buche e un terzo campo da 9 buche, oltre alla club house e hotel (roba di lusso come sono tutti i golf club di qualità), è stata interessante. Conosce bene il gruppo di amici che vuole fare questo investimento e ne parla con entusiasmo. «Gente ricca innamorata della loro terra di origine. Quello che ha lanciato l’idea ha le origini a Frosinone ma la moglie è di origine cosentina». Possiamo solo sperare e tifare.

COSENZA CALCIO CON I CANADESI: LA MOBILITAZIONE DEI TIFOSI E LA PRESSIONE DELLE ISTITUZIONI

Nel frattempo oggi pomeriggio i tifosi scendono in piazza per portare avanti l’ennesima contestazione a Guarascio e a alla signora Scalise. Sarebbe bello se questa protesta si trasformasse in un corteo gioioso alla notizia dell’avvenuta cessione. Arriveranno da ogni parte della provincia. Mobilitati tutti i vari club rossoblù, ma arriveranno anche solo semplici appassionati. Diciamo che il vaso è pieno e anche una sola goccia potrebbe farlo traboccare. Per fortuna i tifosi del Cosenza (organizzati e non) sono tutti persone perbene, pacifici e rispettosi delle regole. Lo hanno dimostrato per tutto l’anno calcistico lo faranno anche oggi. Cori, insulti, qualche parolaccia e la ferma determinazione di far sapere al proprietario che loro non saranno mai più presenti sui gradoni del San Vito Marulla se non cambia la proprietà. Insomma il clima è caldo, non solo per il meteo che propone temperature elevate.

Insieme alla protesta dei tifosi, sullo stesso binario cammina la volontà degli amministratori comunali di dare una svolta decisiva alla società calcistica della città. La minoranza in Consiglio comunale lo ha ribadito con una nota stampa e invita il sindaco Caruso a dare seguito a quanto deliberato dall’intero Consiglio. Tutto questo casino deve trovare soluzione entro pochi giorni se non dentro poche ore. Ci sono un bel po’ di cose da sistemare prima di iscrivere la squadra al prossimo campionato di serie C, che si spera avvenga senza subire punti di penalizzazione.

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