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GIOIA TAURO – Due sale operative, una in Prefettura, una all’interno del porto di Gioia Tauro e tre centri operativi comunali con il compito di interagire ed in caso di incidente allertare le popolazioni ed attivare piani di evacuazione. Si delinea la programmazione e l’organizzazione della fase italiana dell’operazione finale del disarmo chimico siriano con la distruzione dell’arsenale del regime di Assad. L’Italia ha messo a disposizione per le operazioni di trasbordo di 60 container carichi di 570 tonnellate di agenti chimici di priorità 1 tra cui iprite e precursori del sarin. A Gioia Tauro quei container verranno trasferiti dalla nave norvegese “Ark Futura” a bordo della “Cape Ray”, la nave Usa che si sposterà poi in acque internazionali nel Mediterraneo e procederà alla distruzione attraverso idrolisi. Sulla “Cape Ray” equipaggiata con due «field deployable hydrolysis systems» viaggeranno 35 marine e 64 esperti chimici dell’Army’s Edgewood Chemical Biological Center. 

COME AVVERRA’ IL TRASBORDO – Le due navi verranno attraccate in un tratto di banchina vicino al bacino di evoluzione sud del porto. I container verranno trasbordati da una trentina di portuali dipendenti della Mct, dalle due navi che sono di tipo Ro/Ro navigli che utilizzano la tecnica Roll On – Roll Off (Ro-Ro) di movimentazione orizzontale, dotate cioè di un portellone davanti alla prua che consente l’accesso a mezzi carichi di merce. Dopo essere state ancorate alla banchina si entra nella fase cruciale dell’operazione con i portuali che scaricheranno dalla “Ark Futura” un container alla volta e lo caricheranno sulla Cape Ray, Per ogni container trasbordato dovrà essere attuata la procedura di segnalazione alla sala operativa relativa alla tipologia di sostanze contenenti all’interno. I container verranno scaricati da gru per le quali è stato anche prevista l’istallazione di un generatore in caso di mancanza di energia elettrica. Lungo il tratto di banchina dove si svolgeranno le operazioni verranno istallate delle barriere e delle zone assorbenti in caso di incidente o perdite di sostanze chimiche sul terreno. In zona verrà anche attrezzato un posto di comando e di direzione delle operazioni attrezzati con apparati di telecomunicazioni ma anche mezzi di trasporto e una stazione di decontaminazione gestita dai Vigili del Fuoco e dal 118. Secondo quanto è stato comunicato, le operazioni dovrebbero durare al massimo 48 ore. 

LA SALA OPERATIVA IN PREFETTURA E I COC COMUNALI – Durante le operazioni di trasbordo sarà attivata una sala operativa presso la Prefettura di Reggio Calabria, che coordinerà e monitorerà tutte le fasi dell’operazione coordinata dal Prefetto Sammartino. Ogni ente interessato dovrà distaccare un funzionario che avrà il compito di raccordare il lavoro e le attività secondo quanto è stato precedentemente programmato. La sala operativa sarà aperta 24ore e sarà composta da rappresentanti di Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza,Capitaneria di Porto di Gioia Tauro, Vigili del Fuoco, Suem118 e Arpacal. All’interno della sala operativa opererà un centro di monitoraggio e di controllo. I Comuni di San Ferdinando, Gioia Tauro e Rosarno dovranno allestire i Centri operativi comunali, i Coc, che avranno il compito di interagire tra la sala operativa della Prefettura e le popolazioni locali. I Comuni hanno anche distribuito un opuscolo informativo e hanno assicurato la massima disponibilità nell’attivare i meccanismi della sicurezza, garantendo la diretta streaming delle operazioni che potranno essere seguite in direttta.

L’AREA DI SICUREZZA – Sarà di quasi un chilometro e mezzo l’area di sicurezza prevista per le operazioni. In quell’area quando i container verranno trasferiti da una nave all’altra non ci dovrà essere nessuno. Per questa ragione le imprese che operano all’interno dell’area sono state avvisate tempestivamente. L’isolamento dell’area verrà garantito da centinaia di poliziotti, carabinieri e agenti di Polizia Locale e provinciale. Sono stati previsti, inoltre una decina di blocchi per il traffico veicolare di tutte le strade di accesso all’area intorno al porto. Nessuno potrà accedervi senza specifiche autorizzazioni. Sul lato mare lo scalo verrà presidiato da mezzi della Marina Militare e anche da gruppi di subacquei che stazioneranno per tutta la durata delle operazioni.

 

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