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La Dia di Brescia esegue l’amministrazione giudiziaria per tre società della provincia di Verona. Società riconducibili a un imprenditore già ai domiciliari, nel filone dell’operazione “Glicine-Acheronte” della Procura di Catanzaro. Patrimonio immobiliare stimato in 30 milioni di euro
Il Centro operativo Dia di Brescia ottiene dal Tribunale di Brescia l’applicazione della misura preventiva non ablativa dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia.
TRE SOCIETÀ IN AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA A VERONA
Il provvedimento colpisce tre società con sede nella provincia di Verona e si innesta nel percorso investigativo avviato con l’operazione “Glicine-Acheronte”. Operazione che ha al centro la rete di interessi della cosca crotonese dei “papaniciari”. Queste nuove misure si aggiungono a quelle disposte nell’estate 2024 nei confronti di otto società tra Brescia e Mantova.
IL SETTORE IN CUI OPERAVANO LE SOCIETÀ
Le tre società operano nei settori della locazione e compravendita di immobili e nella coltivazione dell’uva con produzione e vendita di vino, in un’area economicamente strategica che guarda al bacino del lago di Garda.
Il compendio aziendale sviluppa un volume d’affari di circa 2 milioni di euro l’anno e dispone di un patrimonio immobiliare stimato in circa 30 milioni di euro, interamente riconducibile a un imprenditore di origine veronese.
L’uomo, figura centrale del sistema societario finito sotto la lente degli inquirenti, si trova agli arresti domiciliari nel Mantovano dal giugno 2023 nell’ambito dei procedimenti scaturiti dalla stessa filiera investigativa.
I LEGAMI CON LA ‘NDRANGHETA
Gli analisti della Dia di Brescia ricostruiscono i flussi delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio trasmesse all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia e individuano rapporti finanziari stabili, anche con diramazioni estere, con esponenti di una famiglia ‘ndranghetista.
Secondo gli accertamenti, la cosca manifesta da tempo interesse a investire nei territori limitrofi al lago di Garda, in particolare sulla sponda veronese, arrivando a condizionare una parte significativa della gestione operativa e finanziaria della galassia societaria riconducibile all’imprenditore.
SOCIETÀ IN AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA, I REVISORI DEI CONTI PER UN ANNO
Il Tribunale affida l’amministrazione delle tre società a un collegio composto da due amministratori giudiziari, con una durata minima fissata in dodici mesi. I nuovi gestori hanno il compito di interrompere ogni possibile condizionamento mafioso. Riportare le realtà aziendali entro un quadro di piena legalità. Preservare continuità produttiva e livelli occupazionali, evitando che il patrimonio venga disperso o sottratto.
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