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I “Carcagnusi” di Catania erano alleati con esponenti di spicco dei clan della ‘ndrangheta operanti nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Lo ha svelato l’operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia con il supporto dei carabinieri, che ha portato all’arresto di 9 persone ritenute affiliate alla cosca siciliana Mazzei.

Nell’inchiesta sono indagati per associazione di stampo mafioso e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti insieme proprio agli uomini della ‘ndrangheta calabrese. 

Nell’ambito dell’operazione contro sono stati eseguiti il sequestro di società, conti correnti, beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di circa un milione e mezzo di euro. Secondo la ricostruzione dei magistrati, accolta dal Gip, che ha emesso la misura cautelare, ditte individuali e società cooperative operanti nel campo della logistica, carico e scarico merci, sono state intestate a prestanome. Il meccanismo, oltre a eludere investigazioni e divieti esistenti in materia di misure di prevenzione, permetteva alla cosca di disporre di beni e denaro e di mantenere l’egemonia territoriale. Il provento era reinvestito in attività illecite e redditizie come il traffico di stupefacenti che avveniva in combutta con i calabresi.

Tra gli arrestati c’è anche l’attuale capo del noto clan mafioso affiliato a Cosa nostra per via del battesimo del suo capo storico Santo Mazzei, ad opera del boss corleonese Leoluca Bagarella, giunto nel 1992 appositamente a Catania per farlo uomo d’onore.

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