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COSENZA –  Secondo l’accusa avevano fabbricato e poi posizionato una bomba di tipo artigiale nel Cosentino all’interno del bar dell’Istituto tecnico per geometri e ragionieri “Giovanni Paolo II” di Diamante lo scorso 10 dicembre. Quindi, una volta accertati attraverso vari indizi la loro possibile responsabilità, i carabinieri della Compagnia di Scalea hanno arrestato due ragazzi di venti anni con l’accusa, per l’appunto, di fabbricazione e porto di ordigno esplosivo micidiale e disastro doloso in concorso. Gli indagati, uno dei quali già noto agli inquirenti, sono agli arresti domiciliari.

Le indagini sono partite a seguito del rinvenimento di un ordigno esplosivo costituito da una bombola di gas collegata a un congegno di innesco artigianale all’interno di un bar dell’Istituto Tecnico. I Vigili del fuoco di Scalea e la squadra Artificieri-antisabotaggio del Comando Provinciale di Cosenza disinnescarono l’ordigno, evacuando parte dello stabile. Le indagini dei carabinieri del Norm di Scalea e della Stazione di Diamante hanno permesso di identificare gli autori di questo gesto in due ex studenti che, dopo aver confezionato artigianalmente l’ordigno esplosivo, lo hanno posizionato durante la notte all’interno del bar della scuola dopo aver forzato la porta di ingresso. 

Secondo quanto appurato le motivazioni del gesto sono riconducibili a una denuncia presentata dal gestore del bar che accusava i due giovani di essere gli autori del furto di un portafoglio.

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