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COSENZA – L’amministrazione Comunale, nella ristampa della brochure dedicata ad Alarico, rimuoverà il ritratto del gerarca nazista Heinrich Himmler, con cui ha infelicemente “esordito” alla Bit di Milano. 

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Tra i primi ad intervenire, per placare una polemica diventata virale nel giro di poche ore, era stata l’assessore Rosaria Succurro, con questo post: «Non l’elogio al gerarca nazista, ma un richiamo storico: nel 1938 infatti Himmler giunse a Cosenza e avviò le ricerche alla scoperta del tesoro del re dei Goti. Un dato storico riportato nella brochure, unitamente a tanti altri riferimenti che unitamente all’interesse del politologo Luttwak inducono a pensare che il tesoro di Alarico (LEGGI LA NOTIZIA SULL’INTERESSE DEL POLITICO STATUNITENSE), sepolto alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, potrebbe non essere solo leggenda».

Nel frattempo, proprio Luttwak ha reso noto come “ragioni improrogabili di Stato” gli rendano impossibile essere presente a Cosenza (LEGGI LA NOTIZIA) mentre anche la presenza dell’opinionista Usa diventa un caso politico per via dell’intervento di un consigliere di minoranza del Pd Marco Ambrogio il quale si è appellato al sindaco Occhiuto «per evitare la venuta in città di personalità come Edward Luttwak, per approfondire gli studi su Alarico», una richiesta che si fonda sull’evenienza che l’esperto politico «risulta essere presente nella black list dell’Isis e, in questo particolare momento storico, con il fuoco libico in fermento, non mi sembra opportuno esporre la nostra città ad un così elevato rischio attentati».

Dopo un po’ lei stessa aggiunge: «Nelle ristampe della brochure (prodotte in numero limitato di copie) faremo sostituire la foto di Himmler. La storia comunque resta».

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Resta da capire quale storia, però. Il sindaco Occhiuto – che nella discussione su Facebook aveva scritto «se fossi stato io il grafico onestamente non l’avrei inserita anche solo per un fatto estetico» – ricorda bene per cosa Himmler, capo delle SS e architetto dello sterminio degli ebrei con le camere a gas, sia passato alla storia. «Himmler è uno dei peggiori criminali della storia dell’Umanità, e noi non abbiamo niente a che vedere – scrive Occhiuto – con questo crudele assassino. Questo è il nostro giudizio». Aggiunge però: «Il fatto che sia stato inviato a Cosenza alla ricerca del tesoro di Alarico dal Reich è degno di nota perché avvalora la tesi della possibile esistenza dello stesso tesoro. Tutto qui».

È appena il caso di ricordare che Hitler, appassionato di mitologia, affascinato dall’esoterico e interessato a tutto ciò che poteva essere ricondotto all’ancestrale eredità tedesca, affidò pure ad Himmler il compito di cercare l’Arca dell’Alleanza o il Santo Graal. A Cosenza Himmler capitò nel 1938 (alcune fonti riferiscono il 1937, ma in quello Hitler e i suoi erano in italia), richiamato da una campagna di scavi avviata nei pressi di Vadue e condotta con l’ausilio di una rabdomante francese.

Per il sindaco Occhiuto, ad ogni modo, tutto può essere derubricato a «una svista di cattivo gusto estetico, se vogliamo, di chi ha curato la grafica per conto del Comune e ha inserito un’immagine riferita ad una citazione nel testo. Me ne assumo direttamente la colpa, se qualcuno è alla ricerca di un “responsabile”».

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