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C’è un’icona nella chiesa di rito greco-bizantino di Cosenza, in corso Plebiscito (di fianco alla chiesa di San Francesco di Paola) che merita di essere conosciuta per il suo significato, non solo religioso, ma storico e di apertura mentale. È stata “scritta”, come si dice per queste immagini, da Luigi Elia Manes un artista di Lungro, che vive e lavora a Roma e che ha realizzato molte delle icone presenti nella Chiesa del Santissimo Salvatore. Rappresenta l’arrivo via mare degli albanesi nel XV secolo in Calabria. Stessa scena che quotidianamente vediamo nei telegiornali, tanti profughi che, scappando dalle guerre dimenticate che si combattono in Africa e Medio Oriente, affrontano il Mediterraneo per arrivare in Occidente.

Nell’icona, ad accogliere i profughi ci sono due monaci che vivono nelle grotte del Mercurion (il Monte Athos di Calabria), ma è anche raffigurato un calabrese con un’ascia in mano. L’uomo, vedendo che dal mare arrivano preti, donne e bambini che portano con loro tutto ciò che hanno di più caro, come le sante icone, guarda la scena e rinuncia ad utilizzare la sua arma contro i nuovi arrivati.

Cosenza con i suoi 5 mila italo-albanesi è il centro più popoloso dell’intera arberia italiana; dopo l’istituzione nel 1978 della Parrocchia del Santissimo Salvatore, voluta dai vescovi di Lungro e Cosenza, mons. Giovanni Stamati e mons. Enea Selis, l’Eparchia di Lungro ha istituito da una diecina d’anni, nel nostro centro storico, il Seminario maggiore eparchiale, il luogo dove si formano i futuri papas che amministreranno le parrocchie di rito greco-bizantino.

Per gustare la bellezza dei colori e della tradizione orientale il parroco Pietro Lanza ha voluto istituire da quest’anno la festa della Parrocchia, che ricorre nel giorno dell’Ascensione. Appuntamento nel pomeriggio di domenica 17 maggio dalle ore 16 alle 17, per visitare la Chiesa e vedere da vicino l’icona dell’accoglienza, le altre icone presenti e gli affreschi rinascimentali da poco restaurati, e poi per ammirare i vestiti e le musiche di dieci gruppi folcloristici albanesi che sfileranno su corso Mazzini dalle 18 alle 20.

 

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