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COSENZA – La vicenda della chiusura dell’A3 tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno, dovuto al tragico crollo del Viadotto Italia dello scorso 2 marzo, è ormai da tempo divenuta un caso di interesse nazionale. Le ricadute economiche causate dall’interruzione della principale direttrice che collega la Calabria al resto d’Italia, oltre a interessare in pieno la nostra regione, coinvolgono in realtà tutto il Meridione. Da un lato c’è l’azione deterrente per i flussi turistici che da nord, soprattutto in estate (ormai alle porte), si muovono verso i nostri territori. Dall’altro le difficoltà per i trasportatori che dalla Sicilia, per esempio, si dirigono con le loro merci verso il Settentrione.

LA REGIONE HA CHIESTO LO STATO DI EMERGENZA

Dopo i tanti appelli che da ogni parte si sono succeduti per sollecitare il Governo a un’azione incisiva nella risoluzione del problema, quello arrivato ieri da 5 senatori di Ncd-Area Popolare, più che un appello è un vero a proprio affondo portato direttamente al cuore della maggioranza di cui fanno parte. 

IL PROGETTO DELL’ANAS PER LA MESSA SICUREZZA

«Siamo pronti ad autosospenderci dalla maggioranza se il ministro Delrio non verrà in Calabria e non prenderà subito provvedimenti urgentissimi sul Viadotto Italia». È questa la provocazione lanciata dai senatori Antonio Gentile, Giovanni Bilardi, Guido Viceconte, Piero Aiello e Ulisse Di Giacomo. 

VIDEO: L’INCUBO TRA LAVORI E PERCORSI ALTERNATIVI

Ma alla provocazione dei senatori è arrivata subito la replica del ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio. L’invito dei senatori Ncd ad andare a verificare di persona la situazione sul viadotto della Salerno-Reggio Calabria? «Abbiamo lavorato h24 su questo tema. Tanto è vero che devo anche ringraziare la Procura perché è stata molto, molto attenta alle esigenze generali». 

L’ALLARME PER IL TURISMO

La polemica, dunque, è innescata anche all’interno della stessa maggioranza. Secondo i senatori, l’ipotesi poco realistica di una riapertura del viadotto entro il mese d’agosto. Ipotesi che potrebbe trovare un riscontro soltanto venerdì 12 giugno, quando l’Anas presenterà ai magistrati di Castrovillari, che hanno sequestrato il tratto autostradale, una relazione tecnica contenente le valutazioni della sicurezza e il progetto di rinforzo provvisorio del pilone P13, quello coinvolto dal crollo della campata, e su cui dovranno pronunciarsi i tecnici della Procura. E nella controreplica a Delrio i senatori aggiungono: «Il ministro non ha avuto risposte certe sui tempi di riapertura anche parziale del viadotto Italia e questo alimenta i nostri sospetti sulle gravi responsabilità dell’Anas, che non ha saputo agire con tempestività. Se già oggi diventa quasi impossibile attraversare la statale 18, tra un mese sarà drammatico assistere all’esodo, con conseguenze inimmaginabili per Calabria e Sicilia. A questo, si aggiunga la chiusura parziale del tratto Savuto (Ponte Stupino) e l’incredibile situazione dei tratti Sibari – Roseto Capo Spulico della 106, la strada più pericolosa d’Italia, appaltata da molti anni senza che siano iniziati i lavori. Non è la prima volta che i dirigenti dell’Anas inducono in errore il Ministro e il Presidente del Consiglio, facendo dichiarare a quest’ultimo che tra un anno saranno terminati i lavori della Salerno – Reggio Calabria, quando con questa lentezza i lavori non finiranno prima del 2020».

In questi lunghissimi 100 giorni trascorsi dall’incidente (nel quale, ricordiamo, perse la vita il 25enne operaio rumeno, Andrea Miholca) si è assistito a un vero e proprio “valzer di progetti” tra Anas, Italsarc e Procura (tra piani, bocciature, proposte, controposte e richieste di integrazione), che per il momento ha portato soltanto all’avvio delle operazioni di rimozione delle macerie. È chiaro, dunque, che l’ottimismo trapelato dopo l’ultimo vertice del 4 giugno, non entusiasma più di tanto. 

Il ministro Delrio, però, è più positivo: «La soluzione che si sta profilando con il lavoro che Anas sta conducendo a pieno ritmo sotto la nostra supervisione – spiega il ministro – potrà consentire in tempi ragionevoli la riapertura dell’autostrada. Detto questo – aggiunge – le polemiche politiche non servono. Bisogna risolvere i problemi e non capisco a cosa si riferiscono quando dicono che si poteva fare di più, visto che l’area è stata sotto sequestro fino a poche settimane fa. Appena è stato liberato l’accesso alle rampe, è stato possibile cominciare la rimozione delle macerie».

E con il ministro Delrio si schiera anche il deputato del Pd e segretario regionale del partito, Ernesto Magorno. In un twett, infatti, Magorno afferma: «Giusto intervento del Ministro. Non servono polemiche, l’autostrada sarà riaperta in tempi ragionevoli».

Quali siano questi tempi ragionevoli lo si saprà, nella pratica, solo nei prossimi giorni. Quando i cento giorni dalla chiusura saranno abbondantemente superati.

 

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