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COSENZA – E’ un 31enne, Giuseppe Franco, originario della provincia di Cosenza, l’uomo fermato per violenza sessuale aggravata nei confronti della ragazzina violentata a Prati, a Roma, avvenuta due notti fa. L’uomo, come fa sapere la Questura di Roma, è “appartenente al ministero della Difesa, in forza presso l’Arsenale della Marina”.

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Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo si è finto poliziotto e, con il pretesto di infliggere una sanzione alla sedicenne perché l’aveva vista bere birra insieme a due coetanee, le ha intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto però, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha portata, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto nelle vicinanze e ha abusato di lei. 

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L’uomo ha poi accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, vista la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed è riuscito a fuggire, scappando al tentativo delle donne di raggiungerlo.

L’uomo è stato riconosciuto dalla vittima. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone. A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che confermavano quanto già raccontato dalla vittima e dalle sue amiche.

Il fratello del presunto responsabile della violenza sessuale è stato denunciato in stato di libertà per il reato di favoreggiamento personale. Grazie ad un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo dove era stata parcheggiata la bici, utilizzata dal presunto violentatore per i suoi spostamenti, è stato possibile individuare il congiunto. Poco dopo l’una di notte, infatti, una persona, poi identificata per il fratello del fermato, è stata sorpresa mentre tentava di recuperare il mezzo. 

Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ha ammesso che la bicicletta era stata parcheggiata lì la sera precedente dal fratello. Sono così scattate le ricerche di quest’ultimo, trovato proprio in casa del fratello.

Nel corso della perquisizione effettuata presso l’abitazione del fermato per lo stupro della quindicenne nel quartiere Prati a Roma, sono stati trovati e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall’indagato la sera della violenza.

Il militare è stato «immediatamente sospeso dall’impiego», a renderlo noto il ministero della Difesa, sottolineando che, «ove ne ricorrano i presupposti, non mancherà di promuovere la costituzione in giudizio della pubblica amministrazione».

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