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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Protesta davanti al tribunale di Lamezia Terme. La signora Daniela Viola si è incatenata davanti all’ingresso principale in attesa della decisione di un giudice. La signora Viola ha raccontato di aver dovuto vendere la sua casa all’asta, un’asta alla quale aveva intenzione di partecipare anche lei. Il suo legale, però, pochi giorni prima dell’asta, è sparito ed è stato denunciato dalla donna per patrocinio infedele. Anche perchè, intanto, l’asta è andata avanti e la casa se l’è aggiudicata proprio una partente dell’avvocato difesa da un legale appartenente allo stesso Studio.

La signora Viola ha fatto opposizione, presentando ricorso. La Procura ha aperto un’inchiesta e sono partite le indagini della Guardia di Finanza. La donna chiede il blocco dell’assegnazione ma il giudice dell’esecuzione ha rigettato la richiesta di sospensione, per cui domani dovrebbe lasciare la casa.

“L’avevo avvisata sei mesi prima – ha riferito l’avvocato denunciato dalla signora Viola – e comunque anche io ho presentato una querela contro di lei per calunnia e diffamazione”. Secondo quanto si è appreso l’aggiudicataria dopo l’assegnazione sarebbe stata minacciata e avrebbe trovato una testa di capretto davanti casa. Questa la versione dell’avvocato della signora Viola.

“Il legale mio e di mio marito – spiega la signora Viola – era perfettamente e conoscenza della disponibilità economica mia per poter partecipare all’asta e sapeva che avevo a disposizione la somma necessaria per l’acquisto. L’avvocato mi predisponeva l’atto per poter partecipare alla vendita, rimanendo sempre in stretto contatto con me, mio marito e mio zio. Il giorno prima della vendita – racconta ancora – è accaduto ciò che mai mi sarei aspettata: l’avvocato, all’ultimo momento, si è rifiutato di continuare ad assistermi e ha avvertito mio zio e me, che vi era un’altra persona interessata all’acquisto, che lui conosceva, anche perché sua cliente, e che non mi avrebbe più accompagnato ed assistito innanzi al Tribunale di Lamezia Terme. All’udienza, a sostituire l’altro acquirente, si presentava un avvocato ex praticante del mio avvocato, il quale si costituiva per persona da nominare. Tre giorni dopo si è appreso che l’acquirente era una cugina del mio avvocato che aveva curato nei suoi problemi legali. L’acquirente – continua la signora – che come detto dal mio avvocato anche sua cliente, era a conoscenza dell’offerta massima che io potevo fare. Tale comportamento suscita serissime perplessità sulla correttezza della gara. Per tutte queste serie di ragioni ho proposto, il 22 agosto 2015 e il 14 settembre 2015, formale querela nei confronti dell’avvocato del foro di Lamezia nonché nei confronti dell’aggiudicataria dell’immobile (cugina e cliente dell’avvocato) e di tutti coloro che hanno partecipato alla condotta illecita. Addirittura, l’avvocato in presenza di testimoni è arrivato a dirmi che mi ha fatto un piacere facendo acquistare l’immobile all’altra parte, così facendo togliendomi i debiti. Ho presentato, il 17 settembre 2015, opposizione all’esecuzione con atto di citazione e una settimana fa la Procura della Repubblica ne ha preso visione avviando le indagini. E’ stata aperta la procedura penale, depositata una prima opposizione all’esecuzione. Infatti speravo che dal giudice dell’esecuzione venisse riesaminata la mia posizione dal momento che c’è il procedimento penale”.

La signora è stata, poi, ricevuta nella tarda mattinata dal sostituto procuratore Luigi Maffia che però non ha potuto fornire spiegazioni sullo stadio delle indagini – secondo quanto ha riferito la donna – poiché non è il titolare del fascicolo delle indagini che invece è il sostituto procuratore Giulia Scavello momentaneamente assente. La donna ha sospeso la protesta in attesa di avere notizie dal suo attuale avvocato relativamente alla richiesta al giudice dell’esecuzione di sospendere l’aggiudicazione visto che per domani è stato fissato lo sgombero e la signora dovrebbe lasciare la casa. Stamattina con la signora (sostenuta nella protesta dal consigliere comunale Mimmo Gianturco) hanno avuto un colloquio il giudice Carlo Fontanazza e il capitano dei carabinieri, Fabio Vincelli, comandante della compagnia dei carabinieri di Lamezia.

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