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REGGIO CALABRIA – Il mercantile ‘Laura C’, affondato nel 1941 al largo della costa calabrese (GUARDA IL VIDEO DEL RELITTO), davanti Saline Ioniche, con un ingente carico di munizioni ed esplosivo (circa 5 mila tonnellate di merci varie, tra cui munizioni e una quantità imprecisata di tritolo), è stato definitivamente sigillato. Negli anni gli investigatori hanno accertato che la nave era diventata un deposito a disposizione delle cosche della ‘ndrangheta (LEGGI LA NOTIZIA) ed hanno effettuato numerosi interventi di recupero dell’esplosivo presente (LEGGI LA NOTIZIA e GUARDA IL VIDEO).

Le operazioni effettuati dai sub sono state illustrate dal prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, dal procuratore della Repubblica di Reggio, Federico Cafiero De Raho, e dai vertici della Marina Militare.

GUARDA IL VIDEO DELLE OPERAZIONI SOTT’ACQUA

In particolare il prefetto ha spiegato di come si sia trattato di «un’operazione difficile e complessa, pianificata per diversi mesi. Oggi le stive della Laura C non sono più raggiungibili da nessuno grazie all’attività di prevenzione, in ogni quadrante, spinta al massimo, a protezione dei cittadini calabresi e di questa provincia». Inoltre, «nonostante l’intervento risolutivo, l’attività di controllo e vigilanza sul relitto proseguirà costantemente».

L’Ammiraglio Eduardo Serra, del Comando Marittimo Sud, e Terry Trevisan, Comandante del Comsubin hanno poi spiegato le modalità di svolgimento dell’operazione: «È stata un’attività non facile – ha spiegato Trevisan – perché si è lavorato in condizioni molto difficili ad una profondità di oltre 50 metri, con immersioni di 50 minuti ciascuna che tra presenza sott’acqua e decompressione, consentivano al massimo 16-17 minuti di lavoro effettivo».

Per il procuratore De Raho si tratta di «un grande risultato» perché «come hanno dimostrato molte indagini in numerose intimidazioni per commettere estorsioni e i sequestri come nel caso dell’operazione Tnt 2» spesso il tritolo delle ‘ndrine proveniva dalla Laura C. Tra l’altro «altri 30 chili di esplosivo sono stati recuperati lo scorso anno nel corso di diverse operazioni».

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