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CATANZARO – È poderosa l’acquisizione atti della Guardia di Finanza, presso la sede di Calabria Verde, l’ente in house della Regione, finito sotto la lente della procura della magistratura inquirente. Perché poderosa è la somma complessiva dei finanziamenti “attenzionati” dal procuratore vicario di Catanzaro, Giovanni Bombardieri. In tutto, tra appalti assegnati e gare annullate, stiamo parlando di una cifra che supera i 140 milioni di euro e potrebbe non essere finita qui.

All’inizio dell’inchiesta i finanziari si sono soffermati sul bando di gara annullato in “autotutela” dal manager di Calabria Verde, che prevedeva l’acquisito di mezzi e attrezzature speciali per l’antincendio boschivo per un valore di 32 milioni di euro. A tanto corrispondeva il contributo comunitario sfumato (Por Fesr 2007/2013).

Negli ultimi giorni, invece, le Fiamme Gialle si stanno concentrando su un finanziamento di 102 milioni (sempre fondi Por 2007/2013) concesso a Calabria Verde per «eseguire interventi di mitigazione dal rischio frana e dal rischio esondazione in tanti punti critici della nostra regione». Anche ieri mattina, i militari della Gdf si sono presentati negli uffici dell’azienda sub-regionale per proseguire l’acquisizione dei carteggi relativi al mega-appalto, i cui lavori sarebbero già stati eseguiti per oltre la metà dell’ammontare stanziato. Secondo indiscrezioni trapelate, sussistono alcuni dubbi, sulle modalità di utilizzo del contributo comunitario, che non potrebbe essere utilizzato solo per pagare gli stipendi degli operai. Non solo. La procura della Repubblica, avrebbe disposto dei controlli specifici per ogni singolo cantiere. Un lavoro certosino e capillare per verificare la regolarità dell’ingente spesa. Calabria Verde, si ricorda, nell’aprile del 2014 ha sostituto l’Afor regionale, assumendo oltre a tutti i forestali calabresi, anche ex sorveglianti idraulici ed ex lavoratori socialmente utili, per un totale di oltre settemila dipendenti, oggi in organico.

CONTINUA LO SCONTRO CON LA REGIONE. E non si ferma lo scontro l’ente strumentale e la Regione. Da alcuni mesi va avanti un acceso scambio epistolare fra dirigenti regionali ed i rappresentanti di Calabria Verde. Un continuo “botta e risposta” sul fondo economale dell’azienda in house, sulla predetta gara d’appalto di 32 milioni, su un altro appalto di 12 milioni già assegnato, sul sistema di rendicontazione in ordine al finanziamento di 102 milioni, ecc, ecc. Fonti attendibili, riferiscono che ieri si sarebbe registrata l’ennesima puntata di tale scontro.

La Regione avrebbe inviato a Calabria Verde una comunicazione, che metterebbe in discussione l’incarico dato dalla società sub-regionale ad un tecnico di fiducia. Incarico finalizzato ad accertare l’esatta quantità di legname prelevato in Sila, a seguito di alcune perplessità insorte sulle concessioni rilasciate. Su tale circostanza, come anticipato nei giorni scorsi dal Quotidiano, sta indagando la procura di Castrovillari.

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