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Una recente frana in Calabria

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CATANZARO – Nuovo preoccupante allarme lanciato dalla Protezione civile calabrese dopo quello che lo scorso anno aveva messo in guardia sul rischio di alluvioni e allagamenti possibili cause di “vere e proprie carneficine” (LEGGI)Questa volta il dipartimento diretto da Carlo Tansi ha messo in luce come «moltissimi dei circa 8.000 incendi verificatisi tra l’1 giugno ed il 28 agosto 2017 in Calabria, hanno interessato aree di versante sulle quali insistono fenomeni franosi attivi o quiescenti e questa situazione, con l’approssimarsi della stagione autunnale e delle conseguenti piogge, determina un sensibile aumento delle condizioni di pericolosità e di rischio idrogeologico».

Sull’argomento la Protezione civile Calabria ha elaborato una specifica cartografia di dettaglio nella quale viene evidenziata l’interferenza tra le aree percorse dal fuoco e le frane per come individuate nel Pai aggiornate al 2016. Tale elaborazione ha consentito di accertare l’aggravamento delle condizioni di pericolosità e rischio idrogeologico a seguito dei vasti incendi verificatisi, in 82 dei 409 comuni calabresi.

È stata inoltre eseguita una analoga verifica lungo le principali arterie stradali (A2 e strade statali). La protezione civile regionale ha quindi inviato ai sindaci di questi comuni ed all’Anas un’apposita Cartografia, elaborata in scala 1:25.000, che riporta le perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco la scorsa estate e le frane del Pai con evidenziate le aree in frana percorse dal fuoco a cui fare particolare attenzione ai ai fini del rischio idrogeologico.

«In tali aree – afferma la Protezione civile regionale – infatti, la mancata protezione del suolo da parte della copertura vegetale bruciata a causa degli incendi può determinare, in caso di precipitazioni anche non particolarmente intense, l’innesco di fenomeni di erosione e ruscellamento con conseguente instabilizzazione delle masse di terreno in condizioni di equilibrio precario se già interessate da presenza di fenomeni franosi».

Insieme all’invio della cartografia è stato raccomandato ai Sindaci ed ai responsabili tecnici Anas, in aggiunta alle previsioni dei Piani di protezione civile e di emergenza vigenti, di attivare, o intensificare se già attivate, «idonee misure preventive di monitoraggio ed osservazione in particolare in condizioni di dichiarata allerta meteo».

I Comuni interessati Provincia per Provincia

Provincia di Cosenza: Acquaformosa, Acri, Aiello Calabro, Amantea, Belmonte Calabro, Bonifati, Carolei, Castrovillari, Cetraro, Cleto, Cosenza, Dipignano, Domanico, Fagnano Castello, Firmo, Grimaldi, Grisolia, Lago, Longobucco, Lungro, Luzzi, Malvito, Mandatoriccio, Marzi, Mongrassano, Morano Calabro, Mormanno, Mottafollone, Paola, Papasidero, Pietrapaola, Plataci, Praia a Mare, Rende, Rogliano, Rose, Rovito, San Benedetto Ullano, San Demetrio Corone, San Fili, San Lucido, San Marco Argentano, San Nicola Arcella, San Pietro in Amantea, San Sosti, San Vincenzo La Costa, Sangineto, Santa Domenica Talao, Santa Maria del Cedro, Scigliano, Tortora;

Provincia di Catanzaro: Fossato Serralta, Lamezia Terme, Martirano Lombardo, Montepaone, Platania, San Mango d’Aquino, Squillace, Taverna, Tiriolo;

Provincia di Crotone: Castelsilano, Cirò, Crotone, Melissa;

Provincia di Reggio Calabria: Agnana Calabra, Canolo, Cardeto, Cittanova, Laganadi, Mammola, Melito di Porto Salvo, Montebello Ionico, Reggio di Calabria, Riace, Sant’Alessio in Aspromonte, Santo Stefano in Aspromonte, Scilla, Stignano;

Provincia di Vibo Valentia: Drapia, Joppolo, Spilinga, Tropea. 

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