INDICE DEI CONTENUTI
Il corteo “Carnevale No Ponte”, sabato primo marzo a Messina, è diventato occasione di scontro tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine
ERA partita con l’idea di essere una delle tante manifestazioni pacifiche di protesta contro il Ponte sullo Stretto, invece, quella di sabato primo marzo a Messina si è tradotta in alcuni momenti di scontro tra le forze dell’ordine e gruppi di manifestanti in abiti carnevaleschi, un agente di polizia ferito e scritte deturpanti sugli edifici della città.
CARNEVALE NO PONTE, GLI SCONTRI CON FRANGE FACINOROSE
Eppure l’invito degli attivisti a partecipare al “Carnevale No Ponte” riportava l’idea chiara di un’iniziativa che diventasse una metafora capace «ribaltare questo scenario e far sì che non si ripresenti mai più, abbiamo bisogno di capovolgere prospettive, ricontattare energie, immaginare mondi nuovi, creare relazioni differenti». A sfilare con maschere e cartelli di protesta sono stati in circa 150, tuttavia, a prendervi parte sono state anche frange facinorose che hanno imbrattato con scritte di protesta i muri di edifici e di palazzi di via XXIV Maggio, fra cui un muro della scalinata della Chiesa di Montevergine.

Quanto il corteo si è diretto verso l’incrocio con viale Boccetta, dove erano schierati in assetto antisommossa Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, la tensione si è alzata e le forze dell’ordine hanno deciso per una carica di alleggerimento al fine di disperdere una frangia antagonista. Nello scontro un poliziotto è stato ferito e portato in ospedale.
LE REAZIONI DEL MONDO DELLA POLITICA
Immediata l’indignazione delle parti politiche. Il primo a condannare gli scontri è stato il vecepremier Matteo Salvini che ha espresso: «Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, che a Messina sono stati aggrediti da violenti scesi in piazza per dire No al Ponte sullo Stretto. Chi non ha argomenti, sceglie la violenza. Noi abbiamo scelto di rilanciare l’Italia, modernizzandola da Nord a Sud, e non ci faremo intimidire da vandali che attaccano i poliziotti e imbrattano le città».
LE PAROLE DELLA LEGA IN SICILIA
A fargli eco le parole del senatore Nino Germanà, commissario della Lega in Sicilia e segretario della Commissione Infrastrutture a Palazzo Madama: «Bombe carta, fumogeni, mezzi dei Carabinieri e muri imbrattati: perché quando non ci sono argomentazioni valide per difendere le proprie tesi si ricorre alla violenza e all’inciviltà. Sono fiducioso sulla capacità delle Forze dell’Ordine, affinché si individuino i responsabili e scattino fermi e misure di sicurezza».
«È assurdo manifestare con simili metodi, coinvolgendo personaggi che nulla possono avere a che fare con il normale confronto democratico», ha aggiunto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata messinese di Forza Italia. Da FI anche le parole della vice presidente del Senato, Licia Ronzulli: «Il partito del “no a tutto” ha ricominciato a colpire, con la complicità degli anarchici e degli antagonisti. Ora sono scesi sul piede di guerra a Messina per creare incidenti contro la costruzione del Ponte sullo Stretto».
LA RISPOSTA DEI CINQUESTELLE
A risponderle la deputata M5s Daniela Morfino che in una nota afferma: «Anche oggi la maggioranza alimenta la propaganda sul ponte sullo Stretto, con la senatrice Ronzulli che soffia sul fuoco delle tensioni», poi prosegue riportando il focus sul Ponte e sostiene che «anche a destra c’è consapevolezza che l’opera porta con sé danni potenzialmente irreparabili, di molto superiori ai benefici che Lega e Fi continuano irresponsabilmente a paventare».
Intanto, è arrivata anche la posizione dell’Amministrazione comunale di Messina rivolta a coloro che strumentalizzano le manifestazioni, che in una nota ha precisato che «Il confronto civile e democratico deve essere sempre alla base di qualsiasi dibattito, senza lasciare spazio a chi cerca solo scontri e disordini».

Non paga della risposta dell’Ente, la Lega messinese ha firmato una richiesta rivolta al sindaco per «vietare l’utilizzo del suolo pubblico e l’organizzazione di raduni, manifestazioni o cortei a coloro che abbiano già dimostrato di fomentare l’odio e incitare alla violenza».
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA
Per non dire la verità…e che quei manifestanti non hanno nulla a che vedere con il movimento No Ponte e che sono state pagate per criminalizzare tutte quelle persone che fino ieri hanno manifestato in modo più che pacifico e senza la necessità che vi fosse il presidio delle forze dell’ordine. Che VERGOGNA questa politica sempre meno seria e attenta alle necessità del popolo che li ha votati.