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La premiazione di Giuseppe Fragomeni

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Presentata la nuova Guida Slow Food Osterie d’Italia. In Calabria 73 insegne recensiti, 14 chiocciole, 6 novità e 12 locali quotidiani. A un calabrese è andato anche il premio “Giovane dell’anno”, si tratta di Giuseppe Fragomeni dell’Osteria Zio Salvatore di Siderno superiore.


Possiamo considerare la Guida Slow food Osterie d’Italia come un vero e proprio romanzo sulla ristorazione italiana. Non solo un elenco di posti dove andare a mangiare, ma un ricco contenitore di storie di uomini e donne appassionati che attraverso il cibo parlano di amore per il territorio e di cultura. Di scoperte, di ricette tramandate di famiglia in famiglia che diventano cibo da far scoprire al mondo.

OSTERIE D’ITALIA, NUOVA GUIDA SLOW FOOD

La nuova edizione della guida Slow Food è stata presentata lunedì 20 ottobre a Torino. In Osterie d’Italia sono raccontate le diversità della cucina italiana. Quasi duemila le insegne scelte in ogni angolo del Paese che si occupano di cucina territoriale autentica, rigorosa selezione degli ingredienti e di una atmosfera unica.

PREMIO GIOVANE DELL’ANNO A GIUSEPPE FRAGOMENI

Per la Calabria sono 73 le insegne recensite con un totale di 14 chiocciole, 6 novità e 12 locali quotidiani. E a un calabrese è andato anche il premio “Giovane dell’anno”, si tratta di Giuseppe Fragomeni della osteria Zio Salvatore di Siderno superiore. Un riconoscimento arrivato «Per la determinazione nel tornare a casa e portare una visione. Un cuoco di 22 anni che fa del suo retaggio culturale la misura innovativa di un ritorno alla terra attraverso l’Osteria. La sua terra e quella della sua famiglia, il suo paese e la voglia di vederlo vivo, popolato e stimolante. L’Osteria può cambiare vite e interi borghi».

ALVARO, SLOW FOOD: «LA CALABRIA HA SAPUTO CONQUISTARE LA RIBALTA NAZIONALE»

E di borghi, di storie di cucina la Calabria ne è piena. E poi ogni tavola della domenica è una piccola osteria.
«Negli ultimi anni – dice Vincenzo Alvaro, coordinatore regionale della guida di Slow Food – la Calabria ha saputo conquistare la ribalta tra le nuove visioni della cucina italiana. Uno scenario interessante che non ha mai tradito il suo legame a doppio filo con la tradizione. Pur guardando a evoluzioni contemporaee che fanno degli osti e ostesse della regione i veri alfieri di una consapevolezza che mette tutti d’accordo».

TUTTI I RICONOSCIMENTI IN CALABRIA


Ecco le osterie calabresi che hanno ottenuto la chiocciola: Pecora nera (Albi), Il tipico calabrese (cardeto), A Casalura (Cirò Marina) nuova chiocciola di questa edizione, Le Muraglie (Conflenti), La taverna dei Briganti (Cotronei), Il ritrovo dei picari (Grotteria), Costantino (Maida), La collinetta (Martone), Calabriaalcubo (Nocera Terinese), La rondinella (Scalea), Il vecchio castagno (Serrastretta), U Ricriju (siderno), Zio Salvatore (Siderno superiore), Da Talarico Salvatore (Catanzaro) per l’inserto delle morzellerie. I locali che sono stati inseriti per la prima volta nella Guida sono: Osteria di Campagna (Acri), Baita Malieni (San Donato di Ninea), La rosa nel bicchiere (Soveria Mannelli) Da zia Lina (Vibo Valentia) per le osterie. Frena (Cirò marina) e Casa Vela (Scilla) per i locali quotidiani.

OSTERIE D’ITALIA E CALABRIA NELLA GUIDA

«Le insegne recensite in guida – così Vincenzo Alvaro nel presentare la Calabria in guida – possono definirsi luoghi in cui si promuove la cultura del cibo, si fa educazione alimentare, si creano relazioni con i produttori e commensali che diventano protagonisti di scelte consapevoli. Il cibo – ha concluso – non è solo convivialità, ma elemento essenziale (insieme al vino) per scoprire storie di uomini e donne che, tramite la cucina, realizzano un modello per il presente e il futuro».

NAPPINI SLOW FOOD: «L’OSTERIA ACCOGLIE LE STORIE DI TUTTI»

«L’osteria è un’esperienza popolare, deve essere accessibile e incastonata in un contesto da cui non si chiama fuori, al contrario! Un’osteria è un luogo di ristorazione democratica che partecipa ai luoghi e comunità, che fa parte di un ecosistema, che accoglie e raccoglie le storie di tutti, per tutti» ha dichiarato Barbara Nappini presidente Slow food Italia chiudendo l’incontro di presentazione.

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