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Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese

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CATANZARO – Il primato va ancora una volta alla Calabria. Gli scioglimenti di consigli comunali disposti nel 2020 sono stati in tutto 11, di cui 4 in Calabria (Amantea, Cutro, Pizzo e Sant’Eufemia d’Aspromonte), 3 in Sicilia, 2 in Campania, 1 in Puglia e 1 in Valle D’Aosta. È quanto emerge dalla relazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, sull’attività svolta dalle commissioni straordinarie, presentata al Parlamento. La quasi totalità degli enti locali commissariati è concentrata nelle quattro regioni di genesi storica della criminalità organizzata: Calabria (21), Sicilia (14), Puglia (8) e Campania (7). Le restanti due realtà comunali si trovano in Basilicata (1) e Valle D’Aosta (1).

Ma anche lo scioglimento per infiltrazioni mafiose di enti locali al Nord ha a che fare con la criminalità organizzata calabrese e con la delocalizzazione delle mafie al Nord, fenomeno evidenziato nella relazione. E’ il caso di Saint Pierre (Aosta), il primo Comune in assoluto sciolto per mafia nella regione, le cui vicende non possono essere lette in maniera disgiunta da fatti giudiziari che si intrecciano con lo scioglimento del Comune di San Giorgio Morgeto, nel Reggino, in quanto in entrambe le amministrazioni – coinvolte nell’inchiesta “Geenna” – sono state riscontrate infiltrazioni della stessa cosca di ‘ndrangheta.

Un dato che conferma la crescita del trend, registratasi negli ultimi anni, nei comuni del Nord Italia che, ora, salgono complessivamente a nove. Bardonecchia (Torino 2 maggio 1995); Bordighera (Imperia 24 marzo 2011 provvedimento successivamente annullato in sede giudiziale); Ventimiglia (Imperia 6 febbraio 2012 provvedimento successivamente annullato in sede giudiziale); Leinì (Torino 30 marzo 2012); Rivarolo Canavese (Torino 25 maggio 2012); Sedriano (Milano 21 ottobre 2013; Brescello (Reggio Emilia 20 aprile 2016); Lavagna (Genova 27 marzo 2017).

Proprio al Nord, evidenzia la Relazione, cresce la presenza della criminalità organizzata attirata dalla possibilità di ampliare il proprio volume di affari, sfruttando, grazie alla penetrazione dell’economia legale, le condizioni economiche più vantaggiose, in special modo, nel settore degli appalti pubblici e dell’urbanistica che maggiormente stuzzicano gli appetiti dei clan.

Nel 2020, quindi, hanno operato 52 commissioni straordinarie che hanno amministrato 21 comuni in Calabria, 14 in Sicilia, 8 in Puglia, 7 in Campania, 1 in Basilicata, 1 in Valle D’Aosta, per una popolazione complessiva, come già evidenziato, di 704.728 abitanti. Primato calabrese. Hanno operato altre due commissioni straordinarie che hanno amministrato, rispettivamente, l’Asp di Reggio con un bacino di utenza di 553.861 abitanti e l’Asp di Catanzaro con un bacino di 370.000 abitanti. Ancora una volta primato calabrese.

Gli accessi ispettivi e le relazioni prodotte dalle diverse commissioni hanno evidenziato che «la maggioranza degli enti commissariati, oltre a presentare situazioni di diffuso disordine amministrativo, circostanza che favorisce la permeabilità alle ingerenze esterne e il condizionamento delle associazioni criminali, si trovano in condizioni finanziarie deficitarie».

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