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Il lungomare di Scilla colpito dal ciclone Harry

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Effetti del ciclone Harry in Calabria. Simona Scarcella (Anci) lancia l’allarme in Commissione Ambiente alla Camera: litorale reggino devastato, ferrovie a rischio e spiagge scomparse. Serve un piano urgente di ristori. «Morfologia cambiata, danni per 300 milioni»


ROMA – Gli effetti del ciclone Harry sono stati addirittura più significativi di quanto emerso nelle scorse settimane perché «ha modificato la morfologia della Calabria». A riferirlo è la presidente di Anci Calabria Simona Scarcella nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Ambiente della Camera sugli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della Calabria, della Sicilia e della Sardegna il 19, il 20 e il 21 gennaio scorsi.

I CATASTROFICI EFFETTI DEL CICLONE HARRY IN CALABRIA


«Il ciclone Harry ha prodotto effetti mai registrati finora da eventi catastrofali di tale rilievo: tutto il litorale jonico reggino è stato completamente devastato», ha aggiunto.


«Al di là dei danni, che in una prima stima hanno interessato 119 Comuni e due amministrazioni provinciali e in una seconda altri 30 Comuni e due amministrazioni provinciali, molte attività private a carattere specialmente turistico-balneari sono state distrutte». Ha proseguito Scarcella. «Anche beni pubblici intaccati, nella misura in cui sono scomparsi interi assi stradali e ci sono stati gravi danni alle ferrovie. Mi è arrivata un’ordinanza di interdizione di un’area da parte del sindaco di Amantea, perché al pari di quello che è successo purtroppo a Niscemi sta crollando un costone con la rocca del castello».

IL GRIDO D’ALLARME DI SCARCELLA, ANCI CALABRIA

La questione riguarda soprattutto la necessità di riattivare quanto più velocemente possibile le attività commerciali. Le stime dei danni, che in una prima approssimazione si aggirano intorno ai 300 milioni, non includono le attività parallele per la rimozione dei rifiuti accumulati dopo la mareggiata e la devastazione.

LA STIMA DEI DANNI

Questi eventi hanno causato danni ingenti. Dobbiamo ora procedere alla caratterizzazione dello smaltimento per restituire decoro all’ambiente, affrontando oneri elevati; a questo si aggiunge la necessità che qualcuno quantifichi correttamente le somme urgenti destinate ai Comuni, cosa che finora nessuno ha fatto.

CICLONE HARRY E I DANNI DA EROSIONE COSTIERA


Ha poi evidenziato un ulteriore problema individuato nella forte esposizione all’erosione costiera. «Siamo esposti a una situazione di erosione delle spiagge mai verificatasi in Calabria». Ha aggiunto ancora la presidente Anci. «Queste, sul litorale jonico e sul basso reggino, non esistono più: ciò significa che la rete ferroviaria è esposta a un rischio altissimo, perché soprattutto nella fascia jonica è tutta posta sul litorale e quindi di fianco alla spiaggia. Un’eventuale prossima mareggiata, anche di livello non così eclatante, rischia di lambire i centri abitati».

URGENTE LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO

Si rende dunque necessaria l’attività di mitigazione del rischio è fondamentale: «Dobbiamo operare nell’ottica di una nuova rete di protezione collettiva e riscrivere la mappa dei pericoli, che non è più attuale». Ha spiegato Scarcella alla Camera: «La situazione in Calabria non è ancora cristallizzata. I sindaci dei Comuni costieri, con cui mi sono sentita stanno evidenziando una situazione in evoluzione costante e purtroppo in aggravamento, perché cedimenti e crolli aumentano di giorno in giorno».

SCARCELLA: NECESSARI I RISTORI PER LE ATTIVITÀ

Dal nostro punto di vista è necessario che vengano attivati due interventi paralleli. Uno sui ristori per rimettere in piedi gli stabilimenti distrutti in vista della stagione estiva.

In secondo luogo, intendiamo avviare un’attività di ripascimento per noi fondamentale. Oltre a un chiaro indirizzo politico su sabbie e dragaggi, richiediamo quindi un intervento economico che ci consenta di ricostituire rapidamente le spiagge storiche ormai scomparse».

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