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Incendi in Calabria: Inneschi con candele e gatti usati per appiccare i roghi. La denuncia del capo della Prociv, anche ad Acri momenti drammatici.


Candele accese tra i rami secchi, sopra uno straccio con liquido infiammabile. Gatti ai quali è stato legato alla coda stracci imbevuti per appiccare incendi in più punti e bottiglie di vetro con stoppini infiammabili. Sono tre delle situazioni denunciate ieri dal capo della Protezione civile calabrese Domenico Costarella in un video girato ieri mentre la Calabria continuava a bruciare.  “Abbiamo trovato degli inneschi – dice Costarella – inneschi ritardati che sono proprio frutto di una mente non solo dolosa, ma direi criminale e delle candele con sopra uno straccio bevuto di un liquido infiammabile che in maniera ritardata poi facevano partire il rogo e poi il rogo diventa un incendio più importante”. Insomma, dietro i roghi delle ultime ore ci sarebbero piromani in azione.

LA DENUNCIA SUI METODI DISUMANI UTILIZZATI DAI PIROMANI PER PROPAGARE IL FUOCO NEGLI INCENDI IN CALABRIA: USATI ANCHE I GATTI

“In alcuni casi – continua Costarella – abbiamo trovato delle scene incredibili, addirittura dei gatti a cui era stata legata alla coda uno straccio con del liquido sempre infiammabile. Questi gatti venivano lanciati nei campi, correvano e propagavano incendi o ancora delle bottiglie di vetro vuote, ma con sopra uno stoppino sempre con del liquido infiammabile che quando poi, appunto, il liquido diventava un piccolo incendio, una piccola scintilla, poi si propagava il rogo intorno dove c’era magari dell’erba secca”. Cose “disumane” rimarca.

LA SILA BRUCIA: L’EMERGENZA AD ACRI E GLI INTERVENTI DEI CANADAIR

Nel frattempo anche ieri è stata una giornata senza tregua anche sulla Sila, con numerosi interventi dei canadair. Ad Acri il rogo si è sviluppato in località Sorbo. A circa venti chilometri dal centro abitato. Uomini e mezzi sono stati incessantemente impegnati nel tentativo di spegnare le fiamme, o quantomeno di limitarne il perimetro. Compito improbo, considerate le difficoltà di intervento. Il fronte delle fiamme del Pollino ha impedito un dispiegamento di forze maggiori, ma nel corso della giornata è stato possibile ottenere l’intervento di un Canadair.

LE PAROLE DEL SINDACO DI ACRI CAPALBO E L’ATTIVAZIONE DEL COC

«Sono in corso le operazioni di spegnimento – ha spiegato il sindaco Pino Capalbo -, ma, purtroppo, il fronte del fuoco si è allargato. Continuano – ha proseguito il primo cittadino – senza sosta le interlocuzioni con i vertici della Protezione Civile regionale. Abbiamo richiesto l’intervento urgente di un Canadair. Al momento i mezzi aerei presenti in Calabria sono impegnati sul Pollino, colpito da diversi roghi, pertanto, il mezzo autorizzato è decollato da Roma. Per fronteggiare l’emergenza sto per attivare il Coc (Centro Operativo Comunale) e chiesto supporto ai sindaci dei Comuni vicini». Ancora, «ho avuto interlocuzione anche con i cittadini. Sul posto sono presenti la Polizia locale e i tecnici del Comune. Un sentito ringraziamento ai lavoratori di Calabria Verde per l’incessante lavoro che stanno facendo. Condanno fermamente chi si è reso responsabile di questo ennesimo scempio che ha messo a rischio l’incolumità delle persone e delle loro abitazioni».

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