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Steven Tyler durante la visita degli anni scorsi a Cotronei

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Il Museo del rock approvato da Steven Tyler torna nel palazzo degli antenati del cantante che ora il Comune di Cotronei ha deciso di acquistare


COTRONEI – Meglio tardi che mai. Avrà pensato questo Nino Grassi, cugino della rockstar mondiale Steven Tyler e presidente dell’associazione a lui intitolata, quando il consigliere comunale Pietro Secreti gli ha comunicato ufficialmente che l’amministrazione ha cambiato idea e adesso intende acquistare palazzo Bevilacqua per realizzare la galleria museale a tributo dell’artista di origini cotronellare. L’immobile nel centro storico avrebbe dovuto diventare la sede del museo del rock ma il progetto fu snaturato. La delocalizzazione suscitò l’ira di Tyler, che avrà lanciato uno dei suoi memorabili acuti quando seppe del cambio di location.

In quello storico palazzo in via Gria, intorno al 1890, Giovanni Tallarico, nonno dell’ex leader degli Aerosmith, sposò la “segretaria”, come era chiamata in paese Fortunata Trocino. Una vedova che stava di casa a palazzo Bevilacqua, che il suo compagno defunto, ex maresciallo dei carabinieri, le aveva lasciato in eredità. Qui Giovanni Tallarico visse fino al 1896, allorquando, una volta diplomatosi in mandolino alla scuola regia di Napoli, per meglio esprimere il suo talento musicale – il Dna non mente – decise di emigrare in America, dove successivamente si trasferirono anche la moglie e i fratelli Maria Grazia, Francesco e Pasquale. Proprio quest’ultimo si sarebbe rivelato un prodigio del pianoforte. Così nacquero i Tallarico Brothers, il nome della band con cui i fratelli originari di Cotronei suonarono in giro per gli States.

Ecco perché Palazzo Bevilacqua doveva divenire la sede della Steven Tyler’s Gallery. Il cantante, incontrato da Grassi durante il tour italiano con la sua Loving Mary band, mise la sua firma sul progetto, condividendolo in toto, tanto che accettò di fornire costumi, strumenti musicali e chicche per i quali i fan degli Aerosmith sparsi in tutto il mondo impazzirebbero. La vicenda ebbe un esito diverso e il trasferimento in un «anonimo seminetrrato», come lo chiama Grassi, indusse l’artista di fama internazionale a diffidare il Comune dall’utilizzare il suo nome e la sua immagine. Da allora Grassi denuncia che Cotronei e la Calabria hanno perso un’occasione irripetibile. L’appalto aggiudicato nell’ambito del Bando dei borghi per poco meno di un milione alla Puccio Engineering srl sembra, infatti, un progetto monco. Che senso ha parlare di “Borgo della musica rock” – questa la nuova denominazione – senza Tyler che ha radici a Cotronei?

Grassi ha deciso di accettare la proposta del Comune, che ha individuato fondi per l’acquisto dell’immobile. «Frastornato e disorientato, dopo un’iniziale titubanza, scaturita dai forti contrasti insorti all’indomani dell’assurda decisione assunta dall’amministrazione di destinare il finanziamento di un milione e 300 mila euro in un luogo insensato, ho approvato la richiesta – dice al Quotidiano – annunciando l’immediata disponibilità dell’associazione per consentire a tutti gli amanti del rock di ammirare i cimeli appartenuti alla star, la cui notorietà e caratura internazionale, per come da noi sempre predicato , avrebbe costituito un forte attrattore turistico-culturale con enormi benefici in un momento di grave congiuntura economica, non solo per la comunità di Cotronei , ma per l’intero territorio».

Grassi ricorda che durante la sua visita a Cotronei, a conferma del forte legame con quel luogo, dopo aver appreso che in quel palazzo aveva abitato suo nonno, Tyler ebbe l’istintiva reazione di appoggiarsi al muro esterno, socchiudere gli occhi e accarezzare per oltre due minuti le pietre. «Ognuno lascia la sua anima e la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più», disse subito dopo il cantante.
«Da questo simbolico e tenero gesto non possiamo che cogliere il suo sconfinato amore verso la Calabria, terra della quale si è sempre orgogliosamente vantato di appartenere – commenta Grassi – Ora spetta a noi contraccambiare concretamente quell’affetto». Da quel gesto Grassi vuole ripartire. «È ora il momento del fare: Cotronei ha bisogno di gettare le basi di un progetto che veda tutti i cittadini protagonisti di una pagina importante del nostro territorio, facendolo diventare un attrattore culturale internazionale».
Si riparte, dunque, da un luogo dell’anima.

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