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La folla ai funerali di Carrabetta

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CROTONE – Ormai è un’intera comunità che non vuole più arrendersi e lottare. Come ha fatto Davide fino alla fine. Questa mattina, nella chiesa di San Paolo a Crotone, è stato celebrato il rito funebre per l’ultimo saluto a un piccolo grande combattente.

Davide Carrabetta, 23 anni, è morto per un cancro al pancreas (LEGGI LA NOTIZIA) che da tre anni aveva dato un nuovo passo alla sua esistenza.

Davide Carrabetta«Ancora una volta ci troviamo qui per celebrare la Pasqua in cielo di un nostro fratello morto di tumore – ha detto don Simone Scaramuzzino durante l’omelia – Sembra quasi che stiamo qui a subire un destino, a fare la conta. Oggi piangiamo e siamo arrabbiati, ma la nostra risposta non può essere solo quella di rinchiuderci nel dolore. Dobbiamo denunciare il nostro disappunto per tutto questo».

Con le sue parole il prete ha dato voce a un’intera comunità che fa i conti con il male del secolo portando sulle spalle il peso del passato industriale, di un presente che conta 20 anni di attesa per la bonifica del territorio, di tagli alla sanità che rendono tutto più difficile. Ma non impossibile. L’importante è non scoraggiarsi e sapere andare oltre, come ha fatto Davide che negli anni di malattia ha anche fondato un’associazione, Butterfly, per fornire consulenza a pazienti oncologici come lui.

“L’essenziale è invisibile agli occhi” aveva scritto sul suo profilo Facebook poche settimane prima di morire, citando “Il piccolo principe”. L’essenziale è guardare con gli occhi del cuore, come ha suggerito il parroco. In questo modo sarà sempre vivo il ricordo di Davide, abbagliante il suo sorriso, esemplare la sua storia.

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