Alcuni dei migranti portati in salvo nel Crotonese

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MELISSA (CROTONE) – Nuovo sbarco di migranti in Calabria. Cinquantuno persone di etnia curda sono stati soccorsi lungo la costa Crotonese nella frazione Torre del comune di Melissa dove sono giunti all’alba a bordo di una imbarcazione a vela.

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La barca si è incagliata a pochi metri dalla spiaggia nei pressi di un hotel. Le urla dei migranti hanno svegliato alcuni dei residenti della zona e il sindaco di Melissa Gino Murgi assieme a diversi cittadini si sono prodigati per portare in salvo le persone. Murgi è ancora scosso: «Sono immagini che non dimenticherò mai: le urla di quelle donne che chiedevano di salvare i loro bambini, ma anche la grande solidarietà dei miei concittadini. L’uomo è capace di umanità e altruismo. Chi ha un cuore tende la mano».

Per portare a termine il salvataggio è stata anche utilizzata l’imbarcazione di salvataggio in dotazione all’hotel per il periodo estivo per portare al sicuro le sei donne ed i quattro bambini, tra i quali un neonato, che erano a bordo.

L’hotel ha poi messo a disposizione la sua struttura per soccorrere le persone e permettere loro di potersi asciugare e cambiarsi usando stufe, phon e coperte. Sul posto sono giunte le forze di polizia per gli adempimenti di rito.

Adesso i migranti saranno trasferiti al Centro di accoglienza di Sant’Anna per le procedure di identificazione.

Nel frattempo, due russi, sospettati di essere gli scafisti che hanno trasportato i 51 migranti, sono stati arrestati. I due arrestati sono stati sorpresi dai carabinieri in un albergo della zona. «Uno dei due si stava riposando sul letto, l’altro stava facendo la doccia», spiega il sindaco di Melissa.

A quanto risulta alle forze dell’ordine c’è anche un disperso. Il sindaco ha chiarito che «un suo amico ci ha riferito che si era gettato in acqua poco prima e poi non lo ha più visto, le ricerche proseguono». 

Inoltre, i finanzieri della Sezione operativa navale di Crotone hanno salvato un bimbo di pochi mesi e la madre, rimasti intrappolati nella barca. I militari sono intervenuti per partecipare alle operazioni connesse allo sbarco dei migranti, coadiuvando l’attività dei carabinieri e l’assistenza altruistica prestata da alcuni cittadini. I militari, udendo il pianto di un bambino proveniente dallo scafo rovesciato dell’imbarcazione, si sono spinti nella risacca marina, e, nonostante le cattive condizioni meteorologiche, sono riusciti a raggiungere la donna ed il piccolo rimasti imprigionati nella barca e non in grado di fuoriuscirvi senza un aiuto esterno. La donna e il piccolo sono stati quindi accompagnati, assieme agli altri 49 sbarcati, per le operazioni di assistenza e identificazione nel Centro di accoglienza Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto.

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