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Il tribunale di Crotone

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CUTRO – Alla fine, a due anni dalla manovra a tenaglia contro la “provincia” di ‘ndrangheta di Cutro, sono state undici le condanne inflitte dal Tribunale penale di Crotone, su richiesta del pm Antimafia Domenico Guarascio, nell’ambito del troncone processuale col rito ordinario scaturito dall’inchiesta Kyterion. Spicca quella a 6 anni e 8 mesi di reclusione per l’avvocato Rocco Corda, di Petilia Policastro, presunto “consigliere” del boss Nicolino Grande Aracri, previa riqualificazione dell’accusa di associazione mafiosa in concorso esterno. Nei suoi confronti il collegio presieduto da Marco Bilotta ha disposto anche la sospensione dall’attività forense per tre anni. Dieci anni sono stati inflitti, per associazione mafiosa, all’impiegato del Comune di Cutro Alfonso Pietro Salerno. E’ il filone dei colletti bianchi, per così dire, perché il grosso degli imputati scelse il rito abbreviato (conclusosi, nel novembre 2016, con 25 condanne, tra le quali quella a 30 anni per il boss Grande Aracri).

La pena più elevata, a 16 anni, è stata disposta per Domenico Riillo, di Isola Capo Rizzuto, ritenuto un pezzo da novanta nel panorama della criminalità organizzata locale. Ma il gruppo di Isola era un’”articolazione della più vasta provincia di Cutro”, come ha spiegato bene il pm nella sua requisitoria, in una precedente udienza, facendo riferimento al progetto di egemonia di Grande Aracri – subentrato al “crimine” che prima era in mano ai capi del “locale” di Cirò – su un’area che andava ben oltre il Crotonese e comprende il Catanzarese, il Cosentino, parte del Vibonese. Alla lettura della sentenza hanno assistito i procuratori aggiunti della Dda di Catanzaro Giovanni Bombardieri e Vincenzo Capomolla e i vertici provinciali delle forze dell’ordine, segno evidente dell’importanza attribuita dagli inquirenti alla vicenda giudiziaria.

I particolari nell’edizione in edicola domani del Quotidiano del Sud.

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