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Il boss Nicolino Grande Aracri

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CROTONE – Tre ergastoli sono stati comminati dalla Corte di assise d’appello di Catanzaro al presunto boss della ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri e ad altre due persone, Vito Martino e Salvatore Nicoscia. La sentenza dei giudici di secondo grado é stata emessa dopo che la Corte di Cassazione, nel giugno del 2017, aveva annullato con rinvio la prima sentenza d’appello emessa il 4 luglio 2015 che condannava a 30 anni Grande Aracri e Martino e a 25 anni e 6 mesi di reclusione Nicoscia.

Il processo, costola degli omicidi oggetto dell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Scacco Matto”, riguarda una serie di omicidi ed un tentato omicidio, avvenuti tra il 1999 e il 2000 tra Santa Severina, Cutro e Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, tra cui quelli di Raffaele Dragone e Tommaso De Mare.

L’inchiesta riguarda anche gli omicidi di Antonio Macrì e Rosario Sorrentino ed il duplice omicidio di Francesco Arena e Francesco Scerbo, uccisi con raffiche di kalashnikov. Negli atti del processo d’appello bis sono state inserite le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giancarlo Pittelli, Salvatore Staiano, Gregorio Viscomi ed Antonietta Denicolò.

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