Il Centro d'accoglienza Sant'Anna
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Nell’appello bis Jonny condanne per 3 secoli di carcere alla cosca Arena di Isola, inoltre 8 anni a testa all’ex parroco e all’ex governatore della Misericordia
ISOLA CAPO RIZZUTO – Quarantadue condanne, per oltre tre secoli di carcere, e tre assoluzioni: è la sentenza della Corte d’appello bis di Catanzaro nel processo scaturito dall’inchiesta che nel maggio 2017 portò poi all’operazione Jonny. Operazione con cui la Dda del capoluogo calabrese riteneva di aver inferto un duro colpo alla potente cosca Arena di Isola Capo Rizzuto che aveva allungato i tentacoli sul Cara S. Anna, struttura per migranti tra le più grandi d’Europa. Molte le pene rideterminate. Ma reggono le accuse di associazione mafiosa per i presunti ideatori del business dell’accoglienza. Entrambi condannati a 8 anni nonostante la diversità dei riti.
GLI IMPUTATI CHIAVE
In particolare, l’ex parroco Edoardo Scordio ha scelto il rito ordinario. Nel primo processo d’appello era stato condannato a 8 anni e 8 mesi a fronte dei 14 anni e 6 mesi inflittigli in primo grado, essendo ormai prescritti i reati di distrazione di fondi destinati ai migranti. Per Leonardo Sacco, l’ex governatore della Misericordia di Isola ed ex numero due di quella nazionale, la condanna era stata a 20 anni nel primo appello del rito abbreviato, che prevede lo sconto pena di un terzo. Ma la Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza anche con riferimento al suo ruolo di organizzatore della cosca, che adesso sembra essere stato rivalutato.
Più che dimezzata, dunque, la pena per Sacco, ritenuto il broker finanziario della cosca in quanto, secondo l’accusa, avrebbe dissipato denaro pubblico attinto dalle risorse milionarie finalizzate al centro d’accoglienza. Parliamo di 36 milioni nel corso di circa 15 anni di gestione dell’appalto, già confiscati dalla Corte dei Conti che ha condannato Sacco e scordio per danno erariale.
Insieme alle due figure centrali dell’inchiesta, a 20 anni ciascuno, nel primo Appello, erano stati condannati anche i cugini Antonio e Ferdinando Poerio e Angelo Muraca, titolari della società di catering Quadrifoglio servente il Cara. Anche per loro le pene scendono di molto. Per Muraca a 3 anni e 4 mesi, per i Poerio invece, a 6 anni e 8 mesi.
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IL REGGENTE
Stando alle risultanze di indagini interforze coordinate dalla Dda di Catanzaro, la cosca sarebbe stata diretta, nella fase focalizzata dall’inchiesta, da Paolo Lentini, la cui condanna del primo Appello, a 16 anni e 2 mesi, è stata rideterminata a 10 anni e 11 mesi. Lentini, durante la sua reggenza avrebbe rimpiazzato i fratelli Giuseppe e Pasquale Arena, tornati in carcere, e avrebbe cooptato in seno alla cosca vari imprenditori ai quali, in cambio di una partecipazione agli utili per gli ‘ndranghetisti, sarebbe stato garantito una sorta di monopolio nel territorio fondato sulla fama di “amici” del clan. Analoga la rideterminazione anche per Giuseppe Arena.
Allo stesso Lentini era attribuito il disegno di ristabilire il controllo degli isolitani su Catanzaro avendo egli riannodato i rapporti con Nico Gioffrè, condannato poi a 11 anni e 4 mesi, essendo ritenuto a capo di un gruppo criminale con ridotta autonomia. Nel filone del rito ordinario, verdetto più duro per due imputati, Francesco Cantore e Domenico Poerio, assolti nel primo processo d’Appello. Per loro è stata confermata la condanna di primo grado. In particolare, per Cantore, ex guardia carceraria, è stata confermata la pena di 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Per Poerio torna in piedi la pena di 12 anni del primo grado.
LA DIFESA
Folta la pattuglia difensiva, composta dagli avvocati Salvatore Staiano, Sergio Rotundo, Giuseppe Aloi, Giuseppe Tortora, Luigi Villirilli, Vincenzo Ioppoli, Roberto Coscia. E ancora: Mario Prato, Pasquale Le Pera, Gianni Russano, Tiziano Saporito, Mario Nigro, Giuseppe Napoli, Gregorio Viscomi, Paolo Colosimo, Francesco Verri, Eugenio Perrone. In più: Aldo Truncè, Giovanni Merante, Vincenzo Cicino, Giuseppe Gervasi, Francesco Laratta, Francesco Gambardella, Giovambattista Scordamaglia, Saverio Loiero, Sandro Furfaro, Antonietta Denicolò. E per concludere: Antonio Lomonaco, Vincenzo Girasole, Francesco Iacopino, Antonio De Meco, Luigi Frustaglia, Rosina Levato.
LE CONDANNE NEL PROCESSO D’APPELLO BIS “JONNY” CON RITO ABBREVIATO
Antonio Francesco Arena (34), di Isola Capo Rizzuto: 7 anni (11 anni nel primo processo d’appello)
Francesco Arena (46), Isola Capo Rizzuto: 7 anni (11 anni e 5 mesi)
Francesco Antonio Arena (detto “Antonio”), (45), Isola Capo Rizzuto: 7 anni (8 anni e 4 mesi)
Francesco Arena (65), Isola Capo Rizzuto: 6 anni (6 anni)
Giuseppe Arena (59), Isola Capo Rizzuto: 10 anni e 4 mesi (16 anni e 8 mesi)
Giuseppe Arena (39), figlio di Pasquale detto “Nasca”), Isola Capo Rizzuto: 7 anni (8 anni e 4 mesi)
Pasquale Arena (33), Isola Capo Rizzuto: 8 anni e 4 mesi (11 anni)
Salvatore Arena (“Ricchia”) (56), Isola Capo Rizzuto: 6 anni e 8 mesi (10 anni e 8 mesi)
Francesco Bruno (57), Vallefiorita: assolto (12 anni)
Raffaele Di Gennaro (detto Lello) (55), Crotone: assolto (13 anni e 6 mesi)
Domenico Falcone (52), Catanzaro: 9 anni e 4 mesi (12 anni)
Salvatore Foschini (63), Crotone: 8 anni e 8 mesi (1 anni e 4 mesi)
Francesco Gentile (66), Isola Capo Rizzuto: 10 anni e 4 mesi (15 anni e 6 mesi)
Antonio Giglio (49), Catanzaro: 8 anni (10 anni e 8 mesi)
Nicola Gioffrè (50), Marcellinara: 11 anni e 4 mesi (13 anni e 4 mesi)
Maurizio Greco (46), Isola Capo Rizzuto: 10 anni (11 anni e 8 mesi)
Andrea Guarnieri (31), Borgia: 4 anni (8 anni)
Nicola Lentini (37), Isola Capo Rizzuto: 2 anni (8 anni e 8 mesi)
Paolo Lentini (61), Isola Capo Rizzuto: 10 anni e 11 mesi (16 anni)
Rosario Lentini (65) Isola Capo Rizzuto: 8 anni e 10 mesi (15 anni)
Vincenzo Lentini di Paolo (35), Isola Capo Rizzuto: 8 anni (10 anni e 8 mesi)
Giuseppe Lequoque (81), Isola Capo Rizzuto: 10 anni (14 anni)
Costantino Lionetti (52), Catanzaro: 8 anni (10 anni e 8 mesi)
Luigi Miniaci (50), Catanzaro: 8 anni e 8 mesi (12 anni e 8 mesi)
Angelo Muraca (65), Isola Capo Rizzuto: 3 anni e 4 mesi (16 anni)
Stefania Muraca (44), Isola Capo Rizzuto: 2 anni (2 anni)
Benito Muto (49), Isola Capo Rizzuto: 8 anni e 6 mesi (11 anni e 4 mesi)
Domenico Nicoscia (47), Isola Capo Rizzuto: 8 anni (10 anni e 8 mesi)
Salvatore Nicoscia (53), Isola Capo Rizzuto: 3 anni e 4 mesi (10 anni e 8 mesi)
Fortunato Pirrò (56), Isola Capo Rizzuto: 8 anni (17 anni)
Antonio Poerio (54), Isola Capo Rizzuto: 6 anni e 8 mesi (17 anni)
Antonio Poerio (44), Isola Capo Rizzuto: 8 anni (10 anni e 8 mesi)
Fernando Poerio (59), Isola Capo Rizzuto: 6 anni e 8 mesi (16 anni e 4 mesi)
Antonio Pompeo, di Isola Capo Rizzuto: 8 anni
Giuseppe Pullano (63), Isola Capo Rizzuto: 8 anni e 8 mesi (11 anni e 4 mesi)
Domenico Riillo (66), Isola Capo Rizzuto: 10 anni (14 anni)
Francesco Romano (43), Crotone: 9 anni e 2 mesi (13 anni e 6 mesi)
Leonardo Sacco (46), Isola Capo Rizzuto: 8 anni (17 anni)
Francesco Taverna (51), Crotone: 7 anni (11 anni)
Santo Tipaldi (47), Isola Capo Rizzuto: 7 anni e 4 mesi (11 anni)
LE CONDANNE NEL PROCESSO D’APPELLO BIS “JONNY” CON RITO ORDINARIO
Salvatore Colacchio (54), Isola Capo Rizzuto: assolto (7 anni e 9 mesi)
Nicola Maiorino (50), Pagani: 2 anni e 2 mesi (3 anni e 4 mesi)
Pasquale Poerio (51), Isola Capo Rizzuto: 2 anni e 7 mesi (3 anni e 8 mesi)
Edoardo Scordio (78), Isola Capo Rizzuto: 8 anni (8 anni e 8 mesi)
Francesco Cantore (50), Scandale: 10 anni (assolto)
Domenico Poerio (51), Isola Capo Rizzuto: 12 anni (assolto)
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