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Il procuratore Guarascio ha condotto l&#039;inchiesta Black Wood

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L’affare delle biomasse gestito dai clan, il procuratore Guarascio chiede 29 condanne (una riguarda una società) e 39 assoluzioni nel processo Black Wood


CROTONE – «In Calabria si brucia di tutto». Lo ha detto il procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, prima di elencare le richieste finali nel processo Black Wood. Il processo scaturito dall’inchiesta che avrebbe reciso i tentacoli della cosca Ferrazzo di Mesoraca allungatisi, a quanto pare, sulla centrale a biomasse di Cutro e sulla filiera del legno. Il pm ha chiesto 28 condanne per un totale di quasi 156 anni di reclusione più 1 condanna a una pena pecuniaria per una Società. Ma ha chiesto anche 39 assoluzioni, di cui quattro previa riqualificazione di reati ormai prescritti.

MAFIOSITÀ E DISTINZIONI

Le assoluzioni richieste sono soprattutto per autisti e tecnici che non hanno avuto un ruolo nel traffico illecito di rifiuti. Ipotesi che per la pubblica accusa deve essere comunque riconosciuta in relazione alle posizioni più gravi.  Il procuratore ha anche escluso l’aggravante mafiosa per diverse ditte coinvolte e per lo stesso gruppo Serravalle di Mesoraca, che nel 2015 rilevò dal gruppo Marcegaglia la centrale di Cutro. La mafiosità, sempre secondo il pm, va riconosciuta soltanto alle imprese boschive delle famiglie Ferrazzo di Mesoraca e Spadafora di San Giovanni in Fiore.

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IL LUOGOTENENTE

L’inchiesta portò nel 2022 a una maxi operazione, denominata Black Wood, che avrebbe svelato che a controllare l’affare delle biomasse sarebbe stata la ‘ndrangheta. Imprese legate ai clan disboscavano la Sila con tagli intensivi e conferivano di tutto nelle centrali, dalla spazzatura al catrame ai copertoni, con danni devastanti per l’ambiente e per la salute. Le accuse, a vario titolo, erano di associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti, estorsioni, turbativa d’asta, reati in materia di stupefacenti. Ma c’era anche il filone del concorso esterno in associazione mafiosa. L’ex comandante della Stazione dei carabinieri forestali di Petilia Policastro Costantino Calaminici, per il quale il pm chiede 7 anni, in udienza è stato descritto come colui che talvolta chiudeva un occhio sui controlli, talvolta addirittura «lavorava per conto delle ditte che doveva controllare».

LA COSCA

La cosca guidata dal boss di Mesoraca, Mario Donato Ferrazzo, per il quale l’accusa ha proposto la pena più alta, a 18 anni di reclusione, era al centro delle indagini condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone e dai loro colleghi del Ros e del Nipaf di Cosenza. Il clan, almeno secondo l’accusa, turbava appalti, vessava con estorsioni imprenditori e commercianti e, soprattutto, aveva imponenti interessi nell’indotto economico costituito dall’area boschiva silana delle province di Crotone e Catanzaro. Molti degli imputati erano titolari di aziende di settore, che operano nel taglio e nella lavorazione del materiale legnoso, poi conferito alle centrali a biomasse di Cutro e a quelle di Crotone e Strongoli.

IL SISTEMA

In questo contesto, come già emerso nel corso dell’inchiesta Stige, è balzato all’attenzione degli inquirenti il ruolo di un cartello di imprese dominanti nel comparto boschivo, Ferrazzo e Serravalle di Mesoraca, Spadafora di San Giovanni in Fiore e Sacchetta di Rogliano. Sarebbe stata fatta luce su un regime di sostanziale monopolio che consentiva alle ditte controllate dal clan di perpetrare in maniera sistematica operazioni di taglio non autorizzate, difformi alle norme di settore e comunque pericolose per l’ambiente. Alle centrali di mezza Calabria veniva così conferito un cippato non tracciabile e pertanto da considerarsi a tutti gli effetti un “rifiuto”. Il pm ha ripercorso intercettazioni sul “materiale sporco” e sulle disdette di apparecchiature satellitari dai camion. Tutti elementi che, a suo avviso, consentono di ritenere che quella fotografa dall’inchiesta era una «realtà sistemica».

ALTRE RICHIESTE

Il pm ha anche chiesto confische di società e aziende dei gruppi Ferrazzo e Spadafora. Di prodotti fino a 300mila euro riconducibili a Carmine e Domenico Serravalle e di mezzi di trasporti delle ditte coinvolte. Alle richieste del pm si sono associati il Gestore dei servizi energetici, la Regione Calabria, il Forum delle associazioni antiusura e Horse Angel Odv.

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L’ELENCO

  1. Ernesto Ferrazzo (38), di Mesoraca: 9 anni.
  2.  Francesco Ferrazzo (35), di Mesoraca: 13 anni.
  3.  Mario Donato Ferrazzo (64), di Mesoraca: 18 anni.
  4.  Francesco Trocino (42), di Petilia Policastro: 10 anni.
  5.  Costantino Calaminici (67), di Petilia Policastro: 7 anni.
  6. Domenico Serravalle (53), di Mesoraca: 4 anni.
  7. Domenico Serravalle (58), di Mesoraca: 4 anni e 6 mesi.
  8. Carmine Serravalle (63), di Mesoraca: 4 anni e 6 mesi.
  9. Salvatore Serravalle (52), di Mesoraca: 3 anni.
  10. Aida Sacchetta (38), di Rogliano: 2 anni.
  11. Andrea Sacchetta (55), di Rogliano: 3 anni.
  12. Luigi Sacchetta (53), di Rogliano: 3 anni.
  13. Pasquale Sacchetta (68), di Rogliano: 3 anni.
  14. Antonio Spadafora (43), di San Giovanni in Fiore: 10 anni.
  15. Pasquale Spadafora (50), di San Giovanni in Fiore: 14 anni.
  16. Fausta Dovico (48), di Petilia Policastro: assoluzione.
  17. Domenico Vincenzo Nicolazzi (68), di Petilia Policastro: 3 anni.
  18. Giuseppe Lamanna (55), di Petronà: 2 anni.
  19. Gaspare Caligiuri (57), di Cerva: 2 anni.
  20. Domenico Aiello (57), di Petilia Policastro: 3 anni.
  21. Giuseppe Greco (51), di Roccabernarda: 3 anni.
  22. Luigi Michele Cavallo (35), di Mesoraca: 3 anni.
  23. Francesco Trani (46), di Rotonda: assoluzione.
  24. Luca Pepe (44), di Corigliano Rossano: 3 anni.
  25. Antonio Scigliano (41), di Corigliano Rossano: 3 anni.
  26. Daniele Scigliano (38), di Corigliano Rossano: assoluzione.
  27. Salvatore Riolo (53), di Crotone: assoluzione.
  28. Giovanbattista Barberio (57), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  29. Antonio Murgia Lopez (59), di Cotronei: assoluzione.
  30. Fiorino Biafora (63), di Scandale: assoluzione.
  31. Mario Rossitto (57), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  32. Giuseppe Silletta (49), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  33. Agostino Curia (42), di Cariati: assoluzione.
  34. Giuseppe Laratta (43), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  35. Giuseppe Lautieri (51), di Savelli: assoluzione.
  36. Giovanni Bitonti (62), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  37. Carmine Vizza (46), di Rogliano: assoluzione.
  38. Davide Romano (50), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  39. Giuseppe Basile (42), di San Giovanni in Fiore: assoluzione.
  40. Francesca Tucci (61), di Acri: assoluzione.
  41. Antonio Bianco (62), di Petilia Policastro: assoluzione.
  42. Giuseppe Bianco (58), di Petilia Policastro: assoluzione.
  43. Cesare Garofalo (56), di Petilia Policastro: assoluzione.
  44. Francesco Spataro (75), di Strongoli: assoluzione.
  45. Salvatore Spataro (39), di Strongoli: assoluzione.
  46. Maria Rita Barberio (44), di Crotone: 3 anni e 6 mesi.
  47. Anna Maria Amirato (64), di Parenti: assoluzione.
  48. Mariella Russo (49), di Strongoli: assoluzione.
  49. Michele Santaniello (48), di Castrovillari: assoluzione.
  50. Giuseppe De Vincentis (69), di Caloveto: 3 anni.
  51. Alessandro Veneziano (66), di Rende: assoluzione.
  52. Domenico Leuzzi (57), di Delianuova: 3 anni.
  53. Filippo Leuzzi (52), di Delianuova: 3 anni.
  54. Gregorio Elia (55), di Cotronei: assoluzione.
  55. Antonio Barberio (67), di San Giovanni in Fiore: 3 anni.
  56. Giancarlo Romano (50), di Decollatura: assoluzione.
  57. Maria Teresa Ferrazzo (49), di Mesoraca: 3 anni.
  58. Giuseppe Forciniti (65), di Longobucco: assoluzione.
  59. Angelo Castelli (52), di San Donato Val di Comino: assoluzione.
  60. Andrea Astorino (44), di Crotone: assoluzione.
  61. Armando Foresta (39), di Mesoraca: assoluzione.
  62. Arduino Foresta (42) di Mesoraca: assoluzione.
  63. Salvatore Bianco (66), di Poggio Marino: assoluzione.
  64. Giuseppe Mauro (49), di Roccabernarda: assoluzione.
  65. Stefano Mauro (78), di Roccabernarda: assoluzione.
  66. Mimmo Fontana (50), di Mesoraca: assoluzione.
  67. Giuseppe Grimaldi (45), di Mesoraca: 4 anni.
  68. Serravalle Energy: condanna a pena pecuniaria

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