Una fase dell'operazione Sahel
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Nel processo scaturito dall’operazione Sahel sui nuovi assetti criminali a Cutro disposte 25 condanne e 7 assoluzioni
CUTRO – Sette assoluzioni e 25 condanne. Questa la sentenza della gup distrettuale di Catanzaro Fabiana Giacchetti nel processo col rito abbreviato scaturito dall’inchiesta sui nuovi assetti criminali a Cutro e nella provincia di Crotone. L’indagine focalizzava lo scenario criminale che si sarebbe delineato una volta spogliato del suo ruolo, in seguito a un tentativo di collaborazione con la giustizia (poi rivelatosi una “farsa”), il boss ergastolano Nicolino Grande Aracri. Accolte, in buona sostanza, le richieste avanzate dal pm Antimafia Pasquale Mandolfino in una precedente udienza.
CONDANNE ALTE
Operazione Sahel, la chiamarono i carabinieri, quella che due anni fa fece luce sull’ascesa di un gruppo criminale capeggiato, secondo l’accusa, da uno dei componenti del gruppo di fuoco della cosca Grande Aracri, Vito Martino. Proprio lui avrebbe inteso riorganizzare il clan fornendo direttive agli affiliati durante i colloqui coi familiari nel penitenziario. Vito Martino, i figli e la moglie, Veneranda Verni, che avrebbe assunto a un certo punto un ruolo di reggenza, hanno scelto però il rito ordinario.
Le pene più alte, a 20 anni di carcere, sono quelle inflitte a due componenti della famiglia Muto (Guliano classe ’88 e Vito classe’66), Carlo Verni e Rosario Parrotta.
LA TALPA
Spiccava anche la richiesta a 4 anni e 6 mesi per la presunta “talpa” negli uffici della Procura di Catanzaro che avrebbe avvertito il clan di un’imminente operazione di polizia giudiziaria. Si tratta di Renato Guarnieri, catanzarese, funzionario giudiziario, che era accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreti. Ma Guarneri è stato assolto dall’accusa più grave e condannato a 6 mesi per la diminuente della scelta del rito. Nelle conversazioni intercettate lo chiamavano “il portaborse di Gratteri”. Le nuove leve del clan di Cutro erano, secondo l’accusa, in cerca di referenti istituzionali.
L’ORGANIGRAMMA
Le nuove leve si sarebbero rimesse all’opera attuando un vasto disegno estorsivo ai danni degli imprenditori del territorio. Nessuna collaborazione da parte delle vittime, diversamente da quanto accadde nei mesi precedenti, quando alcuni componenti delle famiglie Martino e Ciampà furono arrestati in seguito alle denunce degli imprenditori vittime. Dall’inchiesta viene fuori il ruolo della moglie di Vito Martino, Veneranda Verni, che avrebbe assunto le redini del sodalizio in assenza del marito detenuto, gestendo in prima persona le estorsioni a imprenditori e commercianti. Inoltre, avrebbe anche incamerato i proventi del traffico di droga. Il fratello Carlo sarebbe stato il referente criminale a Catanzaro del gruppo.
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LA DIFESA
Gli imputati erano difesi dagli avvocati Franco Angiolini, Luigi Colacino, Gianfranco D’Ettoris, Salvatore Iannone, Rosina Levato, Piero Mancuso, Salvatore Rossi, Sergio Rotundo, Fabrizio Salviati, Salvatore Staiano, Aldo Truncè, Luigi Villirilli. I legali hanno tentato di smontare soprattutto l’accusa di associazione mafiosa, ma per questa ipotesi di reato sono stati assolti soltanto Migale Ranieri, difeso dall’avvocato D’Ettoris, e Aiello, assistito dall’avvocato Salviati. La gup ha ordinato l’immediata liberazione di Migale Ranieri che, per il momento, resta detenuto per altro. Ma ecco tutte le decisioni (in parentesi le richieste).
LE DECISIONI
- Antonio Abbruzzese (29), di Catanzaro: 4 anni (8 anni).
- Angelo Aiello (32), di Cadelbosco Sopra: assolto (13 anni e 5 mesi).
- Domenico Barletta (24), di Mesoraca: 2 anni (3 anni).
- Antonio Colacino (46), di Cutro: 12 anni (13 anni e 5 mesi).
- Domenico Diletto (42), di Cutro: assolto (4 anni).
- Pasquale Diletto (47), di Cutro: 6 anni e 3 mesi (4 anni e 4 mesi).
- Francesco Ferrazzo (39), di Mesoraca: assolto (2 anni e 4 mesi).
- Giuseppe Ferrazzo (41), di Mesoraca: 3 anni (2 anni e 8 mesi).
- Paolo Fiorentino (59), di Catanzaro: 1 anno (6 anni e 4 mesi).
- Giuseppe Grimaldi (45), di Mesoraca: assolto (4 anni).
- Paolo Gualtieri (24), di Isola Capo Rizzuto: 2 anni (4 anni).
- Raffaele Gualtieri (34), di Catanzaro: assolto (4 anni).
- Renato Guarnieri (57), di Catanzaro: 6 mesi (4 anni e 6 mesi).
- Benedetto Marchio (35), di Mesoraca: 3 anni (3 anni).
- Marco Massafra: 1 anno.
- Francesco Maugeri (28), di Petilia Policastro: assolto (3 anni).
- Giuseppe Migale Ranieri (48), di Cutro: assolto (13 anni e 5 mesi).
- Antonio Pasquale Muto (28), di Cutro: 13 anni (20 anni).
- Giuliano Muto (38), di Cutro: 12 anni e 1 mese (12 anni).
- Giuliano Muto (48), di Cutro: 20 anni (20 anni).
- Vito Muto (60), di Cutro: 20 anni (20 anni).
- Vito Muto (51), di Cutro: 2 anni (5 anni).
- Vito Muto (60): 20 anni (20 anni).
- Giuseppina Muto (34), di Petilia Policastro: 2 anni (3 anni).
- Fedele Oliverio (47), di Cutro: 3 anni (5 anni).
- Rosario Parrotta (34), di Cutro: 20 anni (20 anni).
- Fabio Passalacqua (24), di Crotone: 2 anni (10 anni e 4 mesi).
- Leonardo Passalacqua (25), di Crotone: 2 anni (3 anni).
- Patrick Patitucci (35), di Roggiano Gravina: 2 anni 2 anni (3 anni e 3 mesi).
- Salvatore Peta (60), di Cutro: 16 anni (14 anni).
- Rosanna Policastrese (55), di Cutro: 10 anni e 10 mesi (12 anni).
- Matteo Santoro (25), di Reggio Emilia: 1 anno e 5 mesi (2 anni e 4 mesi).
- Carlo Verni (58), di Cutro: 20 anni (18 anni).
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