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Il protocollo d’intesa firmato nel ‘98 dall’ex ministro Andreatta e dall’ex sindaco Migale

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CUTRO (CROTONE) – Suscita consensi la proposta fatta dal commissario straordinario del Comune, Domenico Mannino, di trasferire a Cutro la Scuola per allievi agenti della polizia di Stato di Vibo Valentia, attualmente ubicata in una sede per cui lo Stato paga un fitto oneroso, presso l’incompiuta caserma dell’Esercito che doveva essere realizzata a Cutro (LEGGI). A parlare è l’ex consigliere comunale Antonio Lorenzano, che interviene dopo che il Quotidiano ha riferito che, come emerge dal verbale di un recente incontro svoltosi a Cutro, la Difesa voleva svincolarsi da un accordo di programma stilato nel 2000 ma il commissario Mannino ha imposto soluzioni equivalenti.

«Il Ministero della Difesa e l’Esercito Italiano tentano di approfittare della situazione precaria esistente nel Comune di Cutro, sia a livello politico-amministrativo che sanitario e all’apice della pandemia, per portare a termine il disegno truffaldino, covato sin dai tempi del ministro Ignazio Larussa, di non rispettare gli impegni assunti con l’Accordo di Programma sottoscritto il 23 Giugno 2000 – afferma Lorenzano – Ha fatto bene il commissario Mannino ad affermare che il Collegio di Vigilanza non ha il potere di chiudere l’accordo e nemmeno il recesso unilaterale da parte del Ministero della Difesa».

«Infatti l’articolo 7 del suddetto accordo – precisa Lorenzano – prevede espressamente l’istituzione del Collegio di Vigilanza al fine del puntuale adempimento dell’Accordo di Programma e delibera in merito all’esercizio dei poteri sostitutivi in caso d’inadempimento dell’accordo e in caso d’inerzia, il presidente del collegio, individuato nella persona del sindaco, previa delibera del collegio stesso, nomina un commissario ad acta per la prosecuzione dei lavori». L’art. 10 recita testualmente: “Eventuali modifiche al presente accordo potranno essere apportate con consenso unanime delle Amministrazioni che lo hanno sottoscritto.”

L’accordo fu sottoscritto il 23 giugno 2000 dal Ministero della Difesa rappresentato dal comandante regionale militare Sud, generale Donato Berardi, dal ministero delle Finanze, rappresentato dal direttore dell’Ufficio del Territorio Attilio Muccari, dalla Regione Calabria, rappresentata dal presidente Giuseppe Chiaravalloti, dalla Provincia di Crotone, rappresentata dal presidente Carmine Talarico, dal Comune di Cutro, rappresentato dal sindaco Salvatore Migale. «L’Accordo di programma venne approvato dal consiglio comunale di Cutro con delibera 22 del 12 luglio 2000 e dalla Giunta regionale della Calabria con delibera 656 del 10 ottobre 2000. Precedentemente, il 31 luglio 1998, era stato sottoscritto a Roma, presso il Ministero della Difesa, un protocollo D’Intesa per la realizzazione di un insediamento militare a livello di reggimento, con area addestrativa in località appositamente individuata, dal Ministro della Difesa Mino Andreatta, dal presidente della Giunta regionale, Giuseppe Nisticò e dal sindaco Migale, alla presenza del capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Cervoni e del Comandante dell’Area militare Mediterranea, generale Cabigiosu, comprendente allora 5 regioni, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

«Dopo aver realizzato il primo lotto, costruito 96 alloggi e urbanizzato un quartiere per una spesa di 20 milioni di euro, stravolto la vita di una comunità e del suo circondario, come si può far finta che non sia successo niente? – incalza Lorenzano – Così come è stata coinvolta allora tutta la nostra comunità anche adesso, prima di ogni scelta alternativa, che comunque deve essere credibile, è necessario coinvolgere i cittadini e non fare le cose di nascosto e all’insaputa di chi ha creduto in questo progetto, allora molto decantato dai vertici dello Stato e Militari che elogiavano il Comune di Cutro per la puntualità degli adempimenti. L’Accordo di Programma sottoscritto ai massimi livelli dello Stato è chiaro e noi siamo in questa fase a fianco del commissario Mannino per la scelta di una alternativa adeguata e plausibile come potrebbe essere la Scuola di Polizia. Altrimenti – conclude – siamo del parere che si debba aprire una trattativa con il Governo, ai massimi livelli, come si è fatto allora e, fermo restando che il nostro obiettivo rimane il completamento della costruzione della caserma militare, trovare una alternativa adeguata al fine di evitare un contenzioso che alla fine non potrà che dare ragione al Comune di Cutro».

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