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La protesta dei dipendenti di Abramo

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Vertenza Abramo, i lavoratori della sede di Crotone incrociano le braccia e sono in sciopero: occupazione a rischio per un migliaio

CROTONE – «Abbiamo deciso di fermarci per l’ennesima volta perché dopo l’incontro, l’ennesimo tavolo che c’è stato alla Prefettura di Catanzaro non sono uscite delle notizie confortanti per noi. A quanto pare, infatti, sia il rinnovo da parte di Tim dei contratti che doveva avvenire dal primo luglio in poi non andrà a buon fine, almeno a quanto è uscito dalla riunione». E come se non bastasse, «sta sfumando anche il famoso progetto che aveva avanzato il presidente Occhiuto per la digitalizzazione. Quindi, viste queste notizie è giunta l’ora di dare un segnale forte, iniziare a fare qualche protesta sperando nell’appoggio, questa volta, dei sindacati e di tutte le istituzioni».

Così Gennaro Innaro, lavoratore di Abramo customer care di Crotone, spiega le ragioni dello sciopero e del perché, da ieri mattina, i lavoratori della sede di Crotone hanno incrociato le braccia per fare un presidio all’esterno. «Domani (oggi per chi legge ndr) avremo le assemblee sindacali qua fuori la nostra azienda e ci vediamo con loro e si deciderà il da farsi, magari qualche manifestazione anche verso le sedi Tim». Mette, poi, in evidenza che in vista ci sono due scadenze imminenti, cioè quella del 30 giugno per i contratti Tim ed il 7 agosto il rinnovo del commissariamento. «Se – sottolinea Innaro – il 30 giugno questa proroga non ci sarà, come sembra, noi non abbiamo più il lavoro dall’1 luglio, ed anche se abbiamo il commissariamento fino ai primi di agosto, andiamo già verso un licenziamento o andremo in cassa integrazione a zero ore per tutto il mese. Per ciò che riguarda i commissari, poi, se anche qui non ci sarà nessuna proroga si andrà verso il fallimento e la chiusura totale dell’azienda».

Gli fa eco Claudia Critelli, operatrice all’interno dell’Abramo customer care, che sullo sciopero chiarisce: «Ci siamo, fermati in modo autonomo non è stata una diciamo protesta indetta dalle organizzazioni sindacali. Anche perché è prevista per domani (oggi per chi legge ndr) con delle assemblee. Noi, in tutta onestà, abbiamo preferito fermarci in modo autonomo». Sul proseguo della protesta, poi, ha aggiunto: «la prima cosa che intendiamo fare è quella di essere presenti a qualsiasi tipo di manifestazione che ci sarà, di farci sentire, di fermarci ad oltranza. Nel dettaglio non so se si possa rimanere fermi fino al 30 giugno, però l’idea è presidiare tutte le manifestazioni di interesse politico sociale nella città. I colleghi delle sedi di Catanzaro e Montalto, al momento stanno appoggiando alcune iniziative».

Circa le mancate promesse in termini di proroga delle commesse da parte di Tim, l’operatrice del call center puntualizza: «in questi anni ne abbiamo avute tante, diverse. La proroga di Tim era l’auspicio sul quale noi puntavamo per arrivare quantomeno ai prossimi mesi, alla scadenza dell’attività dei commissari il 7 agosto. Da quello che abbiamo percepito – prosegue – da quello di cui siamo venuti a conoscenza questa proroga non ci sarà il 30 di giugno, quindi, formalmente dall’1 di luglio saremo tutti a casa». Nella vertenza dell’Abramo customer care in totale sono implicati poco più di mille lavoratori, tra fissi e collaboratori, di cui 600 solo a Crotone, e se, come è probabile, Tim non prorogherà le sue commesse, «saremmo – ha concluso la lavoratrice – praticamente in Cassa Integrazione o con un licenziamento non lo sappiamo. Non sappiamo neanche se avremo diritto a una naspi, perché nessuno, anche in questo caso ancora riesce a darci delle informazioni precise e dettagliate».

Antonella Giardino, operatrice della Abramo customer care dal 2004, sullo sciopero sottolinea, a sua volta che «siamo qui perché all’ultimo tavolo della Regione con il presidente Occhiuto ed i vari enti, praticamente è uscito fuori che al 30 di giugno Tim non ha intenzione di rinnovarci la commessa e, quindi, il primo di luglio saremo tutti fuori dall’azienda. Quindi abbiamo definitivamente incrociato le braccia e vogliamo farci sentire ed aiutare da qualcuno perché non è possibile che mille lavoratori in Calabria e 600 a Crotone, possono rimanere in mezzo alla strada dal primo di luglio». Evidenzia, poi, che l’incontro svoltosi in Prefettura a Catanzaro «non è stato assolutamente positivo. Infatti, anche le sigle sindacali da domani (oggi per chi legge ndr) hanno indetto delle riunioni proprio perché non c’è nulla di tranquillo, nulla di sicuro, nessuna risposta da nessuno. Quindi, assolutamente dobbiamo farci sentire. Siamo ancora qui presenti – ha aggiunto l’operatrice – con i colleghi che dalla smart working stanno arrivando per metterci d’accordo sulle cose da intraprendere. Abbiamo intenzione di lasciare le schede elettorali al Comune, le nostre e quelle dei nostri familiari proprio per protesta e dare così e adito a smuovere qualcosa».

Al termine dell’incontro di martedì a Catanzaro, Comune e Provincia di Crotone avevano diramato una nota congiunta con cui esprimono la loro «soddisfazione per la costituzione del tavolo prefettizio che si è tenuto a Catanzaro sulla vertenza Abramo Customer Care. La sua istituzione era stata fortemente voluta a seguito del Consiglio Comunale aperto che si è tenuto nei giorni scorsi al quale aveva partecipato anche una folta delegazione dei lavoratori». Nel pomeriggio di ieri i lavoratori sono passati in piazza della Resistenza dove si stava svolgendo un’iniziativa della Cgil.

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