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Il "duetto" tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni

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CROTONE – Quella di Marinella si ispira, secondo diversi studiosi, alla storia di Maria Boccuzzi, classe 1920, originaria del piccolo centro di Radicena (l’attuale comune di Taurianova), nel Reggino, e figlia di due braccianti agricoli. Fabrizio De André, intervistato da Vincenzo Mollica, rivela: «Il brano è nato da una ragazza che a 16 anni si era trovata a fare la prostituta ed era stata scaraventata nel Tanaro o nella Bormida da un delinquente. Un fatto di cronaca nera che avevo letto a 15 anni su un giornale di provincia. La storia di quella ragazza mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte».

Perché sì Maria Boccuzzi, emigrata calabrese in cerca di una vita migliore, fu uccisa e gettata nel fiume Olona, tra Rho e Milano, il 28 gennaio del 1953. Il suo caso è tuttora irrisolto.

Così, fa molto strano che la premier Giorgia Meloni e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, poche ore dopo aver presieduto il Consiglio dei Ministri a Cutro, abbiano duettato – in occasione del compleanno del secondo – proprio sulle note de “La canzone di Marinella” di Faber. Più in particolare è un video, pubblicato su Instagram dal giornalista Mediaset Nicola Porro, che li immortale nel karaoke e che poi rimbalza veloce sui social network, destando le polemiche del mondo istituzionale (e non solo). Del resto, lo si diceva, fa strano che dopo esser stati sul luogo della disperazione e del naufragio – lo stesso in cui sono morte annegate 76 persone che “emigravano” per trovare altrove una casa – la presidente del Consiglio e il suo ministro intonino – chissà, forse inconsapevoli – il brano che racconta la stessa storia, quella che accomuna chi vola “in cielo su una stella” e vive solo un giorno; perché cambiano i tempi, cambiano i luoghi, ma non cambia il dato storico secondo cui l’umanità sia sempre stata “migrante”, sempre alla ricerca di accoglienza e integrazione.

Da qui, per l’appunto, le polemiche che si sono susseguite. «Non hanno reso omaggio ai morti di Cutro, hanno messo in piedi una patetica messinscena, cambiato gli impegni istituzionali per andare a cantare alla festa di Salvini. Disumanità, cinismo, improvvisazione e spregiudicatezza: questo governo spiegato in pochi gesti. Che vergogna», commenta, non a caso, la capogruppo Pd al Senato Simona Malpezzi. A farle eco è poi, dal fronte pentastellato, Michele Gubitosa: «Le immagini del karaoke sono agghiaccianti e inqualificabili. Prima mettono in piedi un Cdm imbarazzante, che ha svelato tutta l’inadeguatezza della premier, poi si nascondono e scappano dalle famiglie delle vittime del naufragio. Infine, come se non bastasse, appena rientrati a Roma festeggiano come se nulla fosse. È l’ennesimo insulto, uno sfregio a chi sta ancora piangendo i propri cari».

Ma, tra le tante reazioni di sgomento – comprese quelle dei familiari delle vittime di Cutro – c’è anche chi ironizza, come il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Per fortuna non dobbiamo sopravvivere cantando», dice, senza far ridere.

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