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ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE) – Vince il centrosinistra (anche se senza simboli di partito). Scheda dopo scheda, con un trend costante, la candidata a sindaco del Pd, Maria Grazia Vittimberga, ha primeggiato anche al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Isola Capo Rizzuto, dove torna la politica.

La prudenza non è mai troppa ma dalle prime sezioni scrutinate sembrava materializzarsi una conferma del responso di un mese fa: è risultata vincente l’alleanza tra il Partito democratico e l’area di Calabria in rete che fa capo all’ex consigliere regionale Enzo Sculco. Vittimberga, della segreteria provinciale del Pd e in una precedente consiliatura presidente del consiglio comunale, era sostenuta da due liste, “Liberi di ricominciare” e “Isola C. R. in rete”. La prima non aveva il simbolo del Pd per una scelta del circolo che non lo ha neanche richiesto proprio perché, in aderenza a un’indicazione del segretario Zingaretti, si è cercato di essere inclusivi e di coinvolgere varie sensibilità. Al primo turno l’alleanza ha retto, con quasi 4.500 preferenze e il 41% dei consensi.

A contendere la poltrona a sindaco alla Vittimberga c’era Maurizio Piscitelli, alla guida della lista “Siamo futuro”, di orientamento di centrodestra. Per Piscitelli, ex assessore della giunta guidata da Gianluca Bruno la cui sindacatura terminò con lo scioglimento, i voti ottenuti al primo turno sono stati poco meno di 3790, pari al 33%.

Ma veniamo al secondo turno. Questo il dato di 14 sezioni scrutinate su 15: 3247 contro 2815 pari al 53,56% contro il 43,43%; mancava il dato definitivo di un seggio di Le Castella ma la Vittimberga era in vantaggio anche là. Dopo tre anni di commissariamento del Comune in seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose scaturito da alcuni elementi dell’inchiesta della Dda di Catanzaro che nel maggio 2017 portò all’operazione Jonny, hanno votato al secondo turno 6624 elettori, pari al 54% degli aventi diritto. Buona anche l’affluenza al primo turno con 8176 votanti e una percentuale del 66,20%, pertanto il disimpegno che si temeva non c’è stato.

In lizza al primo turno era anche Raffaele Gareri, a capo della lista L’Isola che vorrei, appoggiata dai movimenti civici Capo Rizzuto, Le Cannella e Marinella: con i suoi 2.474 voti, pari al 21%, probabilmente è stato l’ago della bilancia. Proprio il suo appoggio o quello dei suoi candidati potrebbe essere stato determinante per l’elezione del nuovo sindaco anche se fino alla fine ha negato qualsiasi apparentamento.

Provengono tutti e tre da esperienze amministrative in consiliature sciolte per condizionamenti mafiosi ma, è il caso di precisarlo, non sono stati mai indagati né sono stati mai sfiorati dalla serie di procedimenti per incandidabilità che invece hanno coinvolto altri ex amministratori. Stavolta la difficoltà per tutti gli schieramenti è stata quella di riuscire a riempire le liste. Alla fine i candidati sono stati reclutati e l’effetto San Luca è stato scongiurato.

Infine, una curiosità: entrambi gli aspiranti sindaci che si sono affrontati al ballottaggio svolgono la professione di avvocato.

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