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CACCURI ha premiato Gianluigi Nuzzi. Al termine della serata conclusiva del Premio Letterario il risultato delle votazioni (che, ricordiamo, sono ottenute dalla giuria nazionale, formata da personalità dello spettacolo e dell’arte italiana, e dai giurati dell’Accademia dei Caccuriani) è stato rivelato, decretando la vittoria del libro “Via Crucis”.

La quinta edizione del festival si è differenziata dalla precedente per la candidatura al premio saggistica di tre opere molto diverse tra loro. Il già citato “Via Crucis” è un libro d’inchiesta. “Mio padre era fascista” di Pierluigi Battista è un romanzo biografico e in un certo senso storico; “Noi siamo cultura” di Edoardo Boncinelli si può considerare tra i tre il saggio nell’accezione più tradizionale. Nuzzi ha ritirato il Premio Saggistica, ma si è unito agli organizzatori nei complimenti agli altri due concorrenti, tributati dal pubblico al pari del vincitore. Quest’annata ha riconfermato l’identità culturale che il festival si è guadagnato pian piano, grazie alla partecipazione sempre più attiva ed entusiasta dei caccuresi, e alla leadership del trio Adolfo Barone, Roberto De Candia, Olimpio Talarico.

«Questa è l’opera dell’Accademia dei Caccuriani e della loro volontà» ha detto il presidente Barone in apertura, salutando la platea e ringraziando tutti i presenti. L’appuntamento di ieri sera oltre ai tre autori sopracitati ha visto l’avvicendarsi di altre voci autorevoli del panorama letterario italiano, tra le quali Valerio Massimo Manfredi. Alla sua prima presenza al Premio lo scrittore si è soffermato sul suo libro “Il mio nome è Nessuno – Il Ritorno”, secondo atto di una trilogia incentrata sulle gesta di Ulisse. Intervistato da Ugo Floro l’autore ha speso le seguenti parole sull’eroe dell’Odissea: «È un personaggio veramente straordinario, è colui che usa l’arma in assoluto più micidiale, l’arma più tagliente è la sua intelligenza».

Gli abbiamo chiesto quanto hanno ancora da offrire le terre calabresi in termini di tesori ed eredità della cultura classica, e da instancabile studioso e ricercatore ci ha dato una risposta tutto sommato scontata: «Quantificare è impossibile. Come qualunque campo dello scibile sono situazioni sempre in progresso, la ricerca è un cantiere aperto ventiquattro ore su ventiquattro». A Manfredi è stato consegnato il Premio per la Letteratura e la Storia, un’altra sfavillante torre d’argento della produzione di Michele Affidato, il quale tra l’altro ha fatto una breve apparizione per esprimere la sua vicinanza a Caccuri e a questa manifestazione con cui ha instaurato una solida e duratura partnership. Ferruccio De Bortoli è un altro nome che non necessita di presentazioni, e per l’occasione è stato intervistato sul palco della Chiesa della Riforma dal direttore del Quotidiano del Sud Rocco Valenti.

La discussione ha toccato temi di scottante rilevanza come la rivoluzione dell’informazione: «Una rivoluzione straordinaria, più ricca di opportunità che di rischi» ha esordito così l’ex-direttore del Corriere della Sera, che poi ha proseguito «è ovvio che nel mondo digitale la differenza tra ciò che è falso è ciò che è vero, tra ciò che è effimero e ciò che è sostanziale, sono differenze molto labili. E allora abbiamo bisogno ancora più di prima di giornalisti». Il no più sofferto durante i suoi incarichi da direttore? «Quello che ho detto a Biagi quando voleva ricordare Fanfagni, purtroppo o per fortuna il ricordo di Fanfani era stato attribuito a Montanelli».

E gli aneddoti si allargano anche ad altri grossi calibri dell’editoria italiana, come Oriana Fallaci, irremovibile sull’assenza sul giornale di opinioni discordi rispetto alla sua. Conclusa l’intervista De Bortoli è stato insignito del Premio Speciale Alessandro Haber, che il festival riconosce a chi si distingue nella professione giornalistica. Anche l’ultima sera è stata animata da Mingo, accompagnato questa volta da Veronica Maia, e da Alba Parietti che ha moderato un ultimo giro di domande tra i finalisti. Proprio lo showman della satira in chiusura ha introdotto Sergio Cammariere, che non è stato il primo musicista a esibirsi in questa kermesse, ma è stato l’ultimo grande ospite del Premio Caccuri 2016.

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