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Il concerto di Tony esposito a Capocolonna

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Un successo la tappa a Crotone, nell’anfiteatro a Capocolonna, del “viaggio di Ulisse”, concerto del leggendario percussionista Tony Esposito


CROTONE — C’è un filo invisibile ma potentissimo che lega le rotte millenarie del Mediterraneo alle pietre del Parco archeologico di Capocolonna. E quel filo, fatto di battiti primordiali e contaminazioni colte, lo ha tirato magistralmente Tony Esposito. Il leggendario percussionista è stato protagonista di una serata indimenticabile nell’anfiteatro affacciato sul mare ionico. Più che un concerto, un viaggio sonoro che ripercorre il mito di Ulisse con una parte centrale dedicata all’omaggio al suo “fratello” Pino Daniele. “Il viaggio di Ulisse” è lo spettacolo che sta portando in giro da un po’ di tempo anche se lui è uno che «cambia concerto ogni due mesi», ha detto l’estroso musicista napoletano a un pubblico rimasto stregato.

“Ulisse è stato qua”

Una perla che ha impreziosito ulteriormente la terza edizione di “This Must Be The Place” (TMBTP). La rassegna che unisce musica e archeologia in scenari mozzafiato, ideata dal direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma, è realizzata dall’associazione Picanto in joint-venture con la 25esima edizione del Peperoncino Jazz Festival.

Guidato dal carisma inconfondibile di un pioniere della world music, il concerto ha trascinato il pubblico in un percorso sonoro che parte dall’Africa per risalire lungo le rotte di Ulisse. «Sicuramente Ulisse è stato qua», ha detto ancora Esposito, evocando la suggestione del luogo. Accanto a lui, sul palco dell’anfiteatro, una formazione d’eccezione composta dal lucano Tommaso Cavallo (voce e chitarra) e dai napoletani Antonio Nicola Bruno (voce e basso) e Claudio Romano (batteria), artisti dalle lunghe e solide storie musicali.

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Un viaggio tra i successi e la memoria degli anni Settanta

Nel corso della performance non sono mancate le pietre miliari della carriera di Esposito, da “Kalimba de Luna”, il capolavoro planetario basato sul celebre ritmo inventato con il tam/border, all’altro grande successo “Sinue”. Senza dimenticare “Pagaya”, la storica sigla di Domenica In scelta da Pippo Baudo. Ma il concerto è stato anche un tuffo nella straordinaria creatività degli anni Settanta. Esposito non a caso ha ricordato anche una stagione d’oro fatta di collaborazioni con i più grandi cantautori italiani.

Il cuore del live: l’emozione del tributo a Pino Daniele

La parte centrale della serata ha assunto una forte valenza emotiva con il commosso omaggio a Pino Daniele. Brani immortali come “A me me piace ‘o blues”, “Yes I Know My Way” e “A testa in giù” sono risuonati ai piedi della colonna superstite del tempio di Hera Lacinia, accompagnati da una riflessione condivisa da tanti musicisti: «è impossibile imitare Pino Daniele». I suoi pezzi possiedono una complessità tale che chiunque li interpreti, in una fase in cui tutti lo “copiano”, può soltanto suonarli imitando se stesso, filtrando quel groove inconfondibile attraverso la propria sensibilità. Non a caso, come ha ricordato, Daniele è stato un punto di riferimento musicale capace di raccordare quel super gruppo che comprendeva, oltre allo stesso Tony Esposito e a Tullio De Piscopo, anche altri grandi musicisti di recente scomparsi come James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoruso.

Il talento batteristico e la jam con i tamburi africani

Momento di pura magia si è toccato nella fase più improvvisativa del live, quando Esposito ha dato vita a una jam travolgente dedicata ai tamburi africani, duettando colpo su colpo con il batterista di estrazione jazz Claudio Romano. Nel clou dell’interplay, lo stesso Esposito si è seduto dietro i tamburi, imbracciando le bacchette. Un’occasione preziosa per ricordare al pubblico che l’artista non è solo il leggendario percussionista che ha esplorato i suoni del mondo, ma anche un grande batterista, uno strumento che ha frequentemente suonato e inciso anche nei suoi dischi in studio.

Una rassegna di eccellenze: da Joe Barbieri a Frank Sinatra

L’evento con Tony Esposito è soltanto una delle perle della rassegna ospitata nella suggestiva location di Capo Colonna. Nello stesso scorcio di programmazione, il pubblico ha potuto applaudire Joe Barbieri, raffinato artista napoletano che da outsider della canzone d’autore — contaminata da jazz e world music — ha conquistato le platee con poesia ed eleganza. Accompagnato dai chitarristi Nico Di Battista e Oscar Monalbano, l’autore lanciato giovanissimo proprio da Pino Daniele ha presentato i brani dell’album “Vulío” (2024), regalando al pubblico un viaggio intimo nell’intramontabile repertorio della canzone classica napoletana con qualche escursione in quello più moderno. Anche in questo caso un omaggio a Pino Daniele, con una personale interpretazione di “Cammina Cammina”. Spazio anche al tributo a The Voice, Frank Sinatra, a cura di Gianluca Guidi.

Gran finale con l’Orchestra Filarmonica della Calabria

Nel gran finale, stasera l’atteso concerto dell’Orchestra Filarmonica della Calabria diretta dal Maestro Filippo Arlia, impegnata nella rilettura del repertorio di Astor Piazzolla e del Nuevo Tango, impreziosita dalla presenza del portentoso sassofonista della NYU Dave Schroeder in qualità di special guest. Pagine memorabili di grande musica in uno scenario mitico, nel cuore della Magna Grecia.

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