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CATANZARO – Confindustria Calabria lancia “Il Patto per la Calabria”. L’ha fatto oggi, nel corso di una conferenza stampa, il presidente regionale Giuseppe Speziali che era affiancato dal presidente dell’Ance, Francesco Cava, e dai cinque presidenti provinciali: Giuseppe Gatto per Catanzaro, Andrea Cuzzocrea per Reggio Calabria, Michele Lucente per Crotone, Antonio Gentile per Vibo Valentia e Natale Mazzuca (vice) per Cosenza. 

Le cifre rappresentate sono da far spavento. Il 9,7 % delle imprese fallite in Calabria contro il 7,4 % della media nazionale nel 2011. Nel solo 2012 sono già fallite oltre 200 imprese. Ovvero: un eccesso di mortalità imprenditoriale che si è incrementato notevolmente nel corso del 2012; sicché il saldo natalità/mortalità d’impresa è negativo dopo anni di positività. C’è un meno 4,9 % per la quantità di credito erogato alle imprese calabresi. Mentre si registra un più 1,8 % per il costo del credito rispetto al resto del Paese. Il tasso di occupazione è al 42,5 % contro il 57 % della media nazionale. Invece il tasso di disoccupazione sale al 12,7 % contro il 7,4 % della media nazionale. Tra i giovani il tasso di disoccupazione è al 40,4 % contro il 29,1 % della media nazionale. C’è anche da segnalare un ricorso agli ammortizzatori sociali soprattutto in deroga che tocca ormai punte elevatissime; cioè: milioni di ore. E poi: oltre il 50 % in meno di liquidazioni da parte delle casse edili calabresi agli operai delle imprese di costruzioni. Il settore edile è particolarmente colpito da questa crisi. Infatti, chiudono o falliscono due imprese a settimana. Mentre si registra, sempre nell’edilizia, un calo dell’occupazione che tocca il 14,7 %. 
A fronte di ciò, e in un commento a margine, si registrano frammenti di doglianze che riguardano l’utilizzazione delle risorse comunitarie: «Confindustria critica l’eccesso di enfasi e di annunci che hanno caratterizzato il lancio di interventi riguardanti il Por Calabria, cui purtroppo spesso non è seguita un’adeguata attenzione nella fase di attuazione degli stessi». E ancora: i bandi e gli avvisi sono percepiti come eccessivamente complicati. Ad esempio, dice Confindustria: «Gli interventi del Por si caratterizzano per complessità d’impostazione ed eccesso burocratico, creando una forte barriera all’entrata e un’eccessiva regolamentazione a discapito dell’efficacia delle proposte. E’ necessario semplificare norme e procedure per consentire la massima partecipazione ai potenziali beneficiari. I tempi medi di un bando vanno dai 18 ai24 mesi». Critiche anche per i ritardi e le inefficienze nella fase istruttoria, valutazione e attuazione degli interventi finanziati. In particolare gli industriali calabresi ritengono che le domande di finanziamento a valere sul Por Fesr sono eccessivamente lente e complesse.
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