3 minuti per la lettura
L’olio tunisino rischia di affossare il prezioso olio prodotto in Calabria, il presidente regionale di Coldiretti, Franco Aceto: basta concorrenza sleale, biodiversità a rischio
L’olio di oliva tunisino rischia di provocare crepe nel mercato del prezioso oro verde in Italia e, soprattutto, in Calabria. L’ultima regione dello Stivale non è solo il secondo produttore del Belpaese, ma esprime cultivar di rara intensità come la dolce di Rossano o la Roggianella, solo per citarne alcune. Ieri gli agricoltori di Coldiretti hanno protestato al porto di Civitavecchia denunciando la concorrenza sleale innescata dall’olio nordafricano. I 65 milioni di litri di olio proveniente da paesi fuori dall’Unione europea nel solo 2024 «alimentano il rischio di frodi e inganni ai danni dei cittadini e fanno crollare i prezzi del vero extravergine italiano» – si legge in una nota stampa della Coldiretti.
La produzione nel 2024 si è ridotta di circa il 60%, fa sapere Franco Aceto, presidente regionale di Coldiretti. E poi commenta: «Il rischio concreto che si sta già verificando da noi è che l’immissione di extravergine d’oliva a basso costo, spesso di dubbia provenienza e qualità, possa danneggiare gravemente il nostro patrimonio agroalimentare di biodiversità fatto da oltre 100 varietà di olive coltivate dal “Pollino allo Stretto” per un totale di 25 milioni di piante presenti nel 24% del totale della superficie agricola utilizzata.
Sono circa 70mila le aziende del settore per oltre 160mila ettari di cui 13mila dichiarati Igp. Una vera e propria ricchezza dalla quale si produce olio extravergine (3 Dop e 1 Igp) oltre a decine di produzioni a km zero legate ai territori. Le preoccupazioni sono fondate, soprattutto quando si pensa alla qualità e alla sicurezza alimentare. Non possiamo permettere che la concorrenza sleale danneggi il mercato dell’olio d’oliva e le nostre produzioni di alta qualità».
Il presidio di ieri 19 febbraio 2025 a Civitavecchia ha visto la presenza di duemila produttori provenienti da diverse regioni, arrabbiati e pronti a dare battaglia per l’arrivo della nave tunisina con l’olio extra Ue. Decine di barche con le inconfondibili bandiere gialle hanno animato la protesta anche in mare, mentre, gli olivicoltori «guidati dal vicepresidente nazionale della Coldiretti Davide Granieri si sono radunati sulla banchina con cartelli e slogan per chiedere misure immediate», si legge in un comunicato stampa dell’associazione di categoria.
Sono preoccupati dalla concorrenza sleale alla luce dell’alta qualità del prodotto Made in Italy e dal fatto che l’olio straniero è spesso venduto come italiano. «L’olio tunisino, ad esempio – denuncia Coldiretti –, viene venduto oggi sotto i 5 euro al litro, con una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano che punta a costringere gli olivicoltori nazionali a svendere il proprio al di sotto dei costi di produzione».
Sul banco degli imputati l’UE con la sua politica che penalizza le produzioni di eccellenza. La Coldiretti lo dice senza mezzi termini: «A favorire l’arrivo dell’olio dalla Tunisia è anche l’accordo stipulato dalla Ue che prevede l’importazione annuale, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre, di 56.700 tonnellate di extravergine senza applicazione di dazi doganali. L’obiettivo di chi acquista olio straniero è realizzare margini sempre più alti di profitto tramite speculazioni che mettono all’angolo i produttori nazionali e inondano i mercati di prodotto di bassa qualità. Un fenomeno che spinge ulteriormente il pericolo di frodi ai danni dei consumatori, contro i quali si sono peraltro intensificati i controlli delle forze dell’ordine, del Masaf e dell’Icqrf».
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA
Una vergogna, prima cee e poi italiana.
Occorrono:
Maggiori controlli e più analisi.
Obbligo della tracciabilità della materia prima
Il problema non è l importazione d olio o il suo prezzo , visto la poca produzione italiana. L importante è specificare l origine sulla confezione e sta al consumatore scegliere la convenienza. Ma le false indicazioni vanno perseguite penalmente. Spero che i nostri europarlamentari ( numerosi) non si facciano condizionare dalle Lobby. Mario
Ma il mio commento?
Ho aggiunto questa postilla perché in automatico si rifiutava di accettarlo ma se non è così ritiro la postilla,chiedo veramente scusa e ringrazio per la pubblicazione
Sono veramente mortificato grazie
Il sistema consumistico al quale si uniformano le società occidentali è basato sulla libera concorrenza.
La situazione oggi in Italia si presenta,in tutte le professioni e commercio di beni con ” CARTELLI” imposti che di fatto portano i beni alla uniformità del prezzo verso l’alto
Ben vengano questi altri prodotti a qualità e prezzi più bassi,poi sarà il consumatore che sceglierà la qualità per lui valida ed il prezzo relativo.
Scandaloso e offensivo per il popolo Italiano il blitz sull’olio extravergine di oliva che in due anni è aumentato del 200% mentre il frantoio è aumentato del 30% e l’automazione diffusa addirittura ha triplicato il raccolto orario delle olive.
Ma tutto questo viene taciuto da organi interessati a speculare sul prodotto.
Bene ha fatto la CIRIO a rompere questo cartello speculativo inondando supermercati con olio extravergine ottimo e di qualità garantita e certificata a 5,99 euro al Siete dei buffoni e pagliacci che avete paura di pubblicare questo commento con la menzogna che è già stato scritto quando questo non è assolutamente vero.
Il sistema consumistico al quale si uniformano le società occidentali è basato sulla libera concorrenza.
La situazione oggi in Italia si presenta,in tutte le professioni e commercio di beni con ” CARTELLI” imposti che di fatto portano i beni alla uniformità del prezzo verso l’alto
Ben vengano questi altri prodotti a qualità e prezzi più bassi,poi sarà il consumatore che sceglierà la qualità per lui valida ed il prezzo relativo.
Scandaloso e offensivo per il popolo Italiano il blitz sull’olio extravergine di oliva che in due anni è aumentato del 200% mentre il frantoio è aumentato del 30% e l’automazione diffusa addirittura ha triplicato il raccolto orario delle olive.
Ma tutto questo viene taciuto da organi interessati a speculare sul prodotto.
Bene ha fatto la CIRIO a rompere questo cartello speculativo inondando supermercati con olio extravergine ottimo e di qualità garantita e certificata a 5,99 euro al litro.
Questi milioni di euro dati alla Tunisia per importare olio farlocco, dateli ai produttori italiani e abbiamo un prodotto certificato e superiore.
Cerca di soffermarti sulle pratiche di CARTELLO, VIETATE DAL NOSTRO CODICE,al quale si sono uniformati quasi tutti in Italia
Il liberi mercato deve presentare qualità e prezzi diversi poi saremo noi consumatori a scegliere
Bene ha fatto la CIRIO a mettere sul mercato Ottimo olio extravergine a 5,99 Euro al litro, poi se uno desidera comprare olio extravergine a 16 euro al litro e anche oltre lo faccia ma sul mercato DEVONO ESSERCI anche olii extravergine di oliva a prezzi più idonei per le famiglie italiane
Questo vale per l’olio,per la carne,per il pesce e per tutto il mercato
Pensate che c’è una casa di prodotti per cani che fornisce a tutti i negozi il prodotto con stampigliato il prezzo di vendita al dettaglio e nessun commerciante scende al di sotto.
Se queste non sono pratiche di cartello ditemi Voi.
Era ora che arrivasse olio Tunisino quello calabrese è arrivato un prezzo altissimo non si può comprare speriamo che i prezzi calano sotto i 5,00 euro al litro così si normalizza