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Massimo Giletti e Luigi Santarelli

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Ha suscitato molta attenzione tra i nostri lettori la recente riflessione che in questa rubrica abbiamo dedicato alla strage di Stresa “provocando” il torinese Massimo Giletti a riflettere sulla scaletta del suo popolare programma domenicale “Non è l’Arena” , format diventato una sorta di crucifige della Calabria con la complicità anche di certi calabresi.

Abbiamo scritto con toni pacati ma molto fermi che nel disastro della cabina la Calabria è stata vittima e nel nome del vile denaro i carnefici erano dei piemontesi.

Grazie alla Rete il nostro ragionamento è stato letto da Massimo Giletti.

E’ l’anchorman ha deciso di fare proprio quel contenuto esplicitandolo venerdì mattina nel corso della sua trasmissione su RTL dove con Luigi Santarelli commenta insieme agli ascoltatori i fatti della settimana.

(ASCOLTA IN CODA ALL’ARTICOLO IL PASSAGGIO AUDIO)

Ha detto infatti Giletti , sottolineando la sua appartenenza torinese: «Cosa avremmo detto o scritto se la tragedia di Stresa fosse successa in Calabria o in Sicilia, regioni di cui mi occupo spesso? Il problema è l’Italia».

Fa piacere che si ragioni sulle questioni. Che il famoso dibattito messo da parte dal vociare urlante della folla torni ad essere utile a qualcosa.

Nello stesso giorno, Luigi Di Maio, ha scritto una lettera al Foglio, in cui ha chiesto scusa per aver messo alla gogna il sindaco Pd di Lodi. Simone Uggetti, arrestato nel 2016 per turbativa d’asta e adesso assolto per “non aver commesso il fatto”.

E’ il cambio di un’epoca. La gogna mediatica e politica (ma viene da lontano, non l’hanno inventata i 5 stelle) è entrata in crisi.

Nella gran confusione di questo tempo difficile diventa favorevole ricostruire la Calabria. Denunciandone i molti difetti ed evidenziando i tanti pregi.

Forse anche nell’Arena di Giletti se ne sono accorti e si inizia a ragionare.


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