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LE immagini e le foto degli scavi di Sibari allagati che, un anno fa (il 18 gennaio 2013) fecero il giro del mondo, non sono nient’affatto ingiallite, anzi, rimangono nitide nel ricordo e oggi richiedono un supplemento di impegno perché “finchè si è inquieti, non si può stare tranquilli”. Con le mani, la testa e il cuore Coldiretti Calabria aderisce alla campagna promossa dal direttore de “Il Quotidiano della Calabria” Matteo Cosenza “Mai più fango. Un sms per Sibari”. 

Un sito archeologico ricco di identità da cui poter attingere e riconoscersi, che nelle stratificazioni contiene le tre antiche città di Sybaris, Thuriis e Copia, non può e non deve soggiacere all’indifferenza, alla banalità, alla volgarità culturale, all’inerzia distratta, con un vociare vano e vacuo che è il contrario della “Calabria che vogliamo” ed alla quale dobbiamo ambire. Oggi è il momento della concretezza, che come Coldiretti privilegiamo. Una concretezza, che già all’indomani dell’alluvione, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica di Trebisacce con uomini, mezzi e poche risorse, ci ha portati a liberare dall’acqua e dal fango le vestigia di quella che fu la più opulenta città dell’Occidente greco. Certo, occorreva e volevamo fare altro e di più ed insistentemente l’abbiamo chiesto alle Istituzioni competenti con proposte concrete: silenzio assordante. Ora, con l’iniziativa sms, dobbiamo riaprire il cantiere Sibari. Non è l’ora di stare a guardare ma offrire la propria testimonianza affinché diventi buona notizia e serva a restituire a Sibari la bellezza che, come la verità, mette la gioia nel cuore ed è un frutto prezioso che resiste all’usura del tempo ed unisce le generazioni e le congiunge. Restituire la bellezza, non è solo fonte di emozione estetica. 
Essa possiede anche un valore economico, perché diventa la condizione più importante per attrarre attività, investimenti, persone, turisti insomma creare nuova ricchezza. La bellezza, possiede un valore sociale e civile, ci fa alzare con orgoglio lo sguardo per illuminare l’oggi e la civiltà dell’avvenire. Tutte le iniziative, che prenderanno corpo, vedranno attivamente impegnate le aziende agricole ed agroalimentari, perché convinte che il tema della tutela dell’immenso patrimonio archeologico della Calabria è un argomento che resta aperto e al quale occorrerà dedicare attenzione perché contiene i valori essenziali del passato e le responsabilità presenti e future. Abbiamo la necessità di investire nei beni comuni perché conviene anche economicamente e serve a ridurre le ingiustizie sociali, a conservare l’ecosistema come espressione della solidarietà nei confronti delle future generazioni stimolando la partecipazione e la cittadinanza attiva. Il “clic day” dell’sms pro Sibari, sarà un giorno importante e storico per la Calabria. 

*Presidente Coldiretti Calabria
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