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I SINDACI del comprensorio, e non solo, stanno seguendo con attenzione e interesse, sin dall’esondazione del Crati, le vicende degli scavi di Sibari. Certamente, al di là delle lodevoli e pregnanti iniziative politico-amministrative del Sindaco di Cassano, l’appello lanciato dalle colonne del Suo giornale, ha aperto una breccia nelle coscienze civili dei cittadini, degli operatori culturali, della società civile, del mondo universitario e politico. Sibari è un patrimonio dell’umanità e come tale appartiene a tutti noi; appartiene a tutti i comuni, a maggior ragione quelli del comprensorio. In quanto patrimonio è da ritenere risorsa anche economica con indubbie ricadute sul tessuto sociale e civile. 

L’interesse alla piena fruibilità non ha confini. Il parco archeologico di Sibari, proprio per la sua importanza strategica e baricentrica nella Piana, fondamentale nel processo di sviluppo delle politiche culturali, nettamente connesse a quelle del lavoro, necessita al più presto degli opportuni interventi non solo di restauro, ma anche di sviluppo e allargamento, costruendo un nuovo e più ampio percorso con gli altri siti archeologici della Sibaritide (Francavilla, Trebisacce, Amendolara), che con tanta fatica, gli amministratori locali, i volontari e gli appassionati, stanno cercando di portare alla luce, renderli attrattivi e fruibili per i turisti. In tale contesto l’iniziativa “Mai più fango – Un sms per Sibari”, acquista ancora maggiore vigore ed efficacia, non solo per scuotere l’indifferenza che fino ad ora ha caratterizzato le istituzioni ma deve essere intesa quale avvio di una nuova e generale vertenza nell’intero comprensorio della Sibaritide-Alto Ionio, diretta a scoprire i tesori e le tante bellezze naturali di una terra di frontiera abbandonata, derisa e defraudata, privilegiando le proprie peculiarità per essere inseriti in un circuito più vasto, capace e solidale. 

Ecco perché gli enti locali e i Sindaci, prescindendo dal contributo finanziario, hanno l’obbligo di rispondere “presenti” all’appello e sostenere politicamente con forza l’iniziativa del Direttore Cosenza per chiedere interventi immediati per la rinascita degli scavi di Sibari. Solo così finalmente riusciremo ad uscire dal limbo di uno stupido campanilismo, che ad oggi ha caratterizzato “politicanti locali”, costituendo a volte, anche un ostacolo ad ipotesi di sviluppo. Pertanto, in un mondo sempre più globale, solo se insieme riusciremo a porre con forza la centralità e l’utilizzo delle bellezze naturali e paesaggistiche integrate con quelle archeologiche, di cui la nostra zona è ricca, potremo invertire la rotta e avviare un nuovo percorso politico culturale, rivendicando l’attenzione degli organi esecutivi regionali e nazionali. L’iniziativa del direttore Cosenza quindi, deve essere letta anche in tale direzione, quanto meno per dare una speranza prima a noi Sindaci e poi alle nostre popolazioni, magari partendo da Sibari; dalle nostre origini per guardare al futuro tutti insieme! Sebbene in un momento di grandi difficoltà, NOI CI SIAMO per combattere anche questa battaglia. 

*sindaco di Trebisacce
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