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Ho seguito con attenzione il confronto tra l’ex presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il candidato Pasquale Tridico. Tra le tante domande, ce n’è stata una che ha attirato la mia attenzione: «Lei sa dov’è la Grotta del Romito?».
Forse la domanda voleva essere pungente, ma a cosa serve citare un luogo simbolo solo per ottenere un applauso o un sorriso? La politica non può ridursi a battute o colpi di scena. Deve essere impegno, ascolto, visione.
E allora, ex presidente Occhiuto, quella domanda la rivolgo io a lei: è mai stato a Papasidero? Ha visitato la Grotta del Romito, uno dei siti preistorici più importanti d’Europa? E se sì, quando? Non lo chiedo per curiosità, ma perché è facile pronunciare il nome di un borgo; più difficile è conoscerlo, viverlo, comprenderne i bisogni.
Papasidero, come tanti borghi calabresi, non è un pretesto politico. È una comunità viva, fatta di donne e uomini che ogni giorno lavorano per resistere allo spopolamento, mantenere i servizi e costruire un futuro per i propri figli. Una Calabria che resiste.
La Calabria è bellezza, ma anche ferite. I piccoli borghi sono il cuore pulsante della regione, ma rischiano di spegnersi: case vuote, scuole chiuse, giovani costretti a partire. Eppure custodiscono valori, tradizioni e paesaggi di grande valore. Papasidero racconta la storia dell’umanità attraverso i graffiti della Grotta del Romito, datati 12.000 anni fa. È anche luogo di pellegrinaggio con il Santuario della Madonna di Costantinopoli e meta di rafting lungo il fiume Lao. Negli ultimi anni la Grotta ha ricevuto oltre 600.000 euro per interventi interni e scavi, completati; nel dicembre 2024 è stata firmata una convenzione per 3,5 milioni di euro (parte di un progetto da 8,5 milioni con Laino Borgo) destinati al nuovo Polo Museale. Risorse importanti, ma sulla carta.
I tempi burocratici restano lunghi e Papasidero continua a non avere infrastrutture adeguate: accessi agevoli, strade sicure, servizi essenziali per vivere il territorio e accogliere visitatori.
Le domande restano: quali politiche concrete e continuative sono state messe in campo per non lasciare che questo patrimonio resti un gioiello nascosto? Quali bandi hanno sostenuto in modo efficace il contrasto allo spopolamento di Papasidero? Quali azioni hanno dato prospettiva a una comunità che chiede di essere messa nelle condizioni di vivere e crescere?
I dati pubblici più recenti disponibili, relativi al 2022, indicano poco più di 12.000 visitatori alla Grotta del Romito. Una cifra che potrebbe crescere in modo significativo con bandi concreti e campagne promozionali efficaci.
Tuttavia, durante il mandato dell’ex presidente Occhiuto negli ultimi quattro anni, la Regione ha promosso in misura limitata questo patrimonio, lasciandolo spesso nell’ombra. Non sono ancora disponibili dati ufficiali per il 2023 e il 2024, ma senza strategie di valorizzazione continue le potenzialità turistiche e culturali del sito restano in gran parte inespresse.
Io amo Papasidero. Non come una cartolina, ma come una parte di me. Qui sono nata, cresciuta e ho imparato che la vita non si misura con numeri, ma con legami umani. Il tempo qui ha un ritmo diverso: ci si sveglia con il canto degli uccelli, si respira aria pura, ci si incontra per strada e ci si saluta. La semplicità diventa ricchezza, la condivisione forza. Papasidero non è un luogo da visitare e dimenticare: ogni pietra racconta una storia, ogni panorama regala emozioni che nessuna foto può restituire. Insegna a riscoprire valori autentici in un mondo che corre troppo in fretta.
Faccio un invito pubblico a tutti i candidati: venite a Papasidero.
Non per un comizio o una passerella, ma per ascoltare, capire, vedere con i vostri occhi. Percorrete i sentieri verso il Santuario della Madonna di Costantinopoli. Ammirate i graffiti preistorici della Grotta del Romito. Provate l’adrenalina del rafting sul Lao o semplicemente perdetevi nel silenzio delle montagne. Solo così capirete che i piccoli borghi non sono un dettaglio, ma il cuore dell’identità calabrese. Non sono un peso, ma una risorsa. Non sono cartoline, ma comunità da sostenere con politiche serie e lungimiranti.
La politica deve guardare ai borghi con rispetto: verso chi resiste, verso la storia, verso un paesaggio prezioso. Papasidero non è un nome da usare nei dibattiti: è un impegno, una responsabilità, una promessa che la Calabria fa a sé stessa.
E allora, ex presidente Occhiuto, e voi tutti candidati: l’invito resta aperto. Venite. Non con le parole, ma con la volontà di guardare negli occhi chi abita questi luoghi. Solo così potremo costruire una Calabria che non lascia indietro nessuno, nemmeno i suoi borghi più piccoli.
*Presidente di “Fatto in Calabria”
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