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REGGIO CALABRIA – Sulla riforma dell’Afor e dell’Arssa volano i “falchi” e le “colombe”. Oggi dovrebbe essere la giornata decisiva, il consiglio regionale sarà chiamato ad esaminare le proposte di legge per la modifica di due enti sub regionali commissariati da diversi anni. Il condizionale, però, è d’obbligo. L’aula, infatti, potrebbe decidere di rinviare l’esame dei progetti di riforma, soprattutto per quanto attiene a quello dell’Azienda di forestazione regionale, al prossimo autunno. 

La posizione degli schieramenti politici è ormai pubblica. Quanto successo nel corso della commissione bilancio di martedì scorso, che ha dato il via libera a maggioranza alla riforma dell’Arssa, ha offerto ulteriori punti di chiarimento. 

Il centrosinistra non è parso convinto della bontà dei progetti di riforma e, anche alla luce del disegno di legge nazionale sulla spending review, (il cui articolo nove impone agli enti locali la riduzione e l’accorpamento dei vari enti), ha dichiarato la propria contrarietà alle scelte della giunta regionale. 

Questa chiara presa di posizione ha sparigliato le carte. L’assessore Trematerra vuole bruciare i tempi, ha pubblicamente affermato di metterci la faccia sull’approvazione veloce delle riforme, ma in aula c’è bisogno di una maggioranza qualificata per ottenere il via libera definitivo.

E per mettere pressione al Consiglio, arriveranno 500 dipendenti dell’Arssa (l’aziendadestinata alla sperimentazione agricola) a protestare davanti a Palazzo Campanella. Loro chiedono di congelare la “controriforma” dell’ente che oggi viene definito carrozzone e che è una struttura da 60 milioni di euro (con un debito difficile da calcolare, secondo i tecnici) che impiega 263 persone e ha un indotto da circa duemila persone. I sindacati denunciano che la riforma conterrebbe una disposizione «anticostituzionale sulla pianta organica dell’Agenzia, che consente al direttore generale di proporre in maniera discrezionale alla giunta regionale il trasferimento di altro personale dell’Arssa in liquidazione». E chiedono un progetto più organico degli enti strumentali.

Un discorso complicato, se si considera anche la situazione dell’Afor, l’azienda di forestazione, sulla quale grava una mole debitoria aggiornata all’esercizio di bilancio 2011 di circa 151 milioni di euro.

 

I SERVIZI COMPLETI SULLA SITUAZIONE DI ARSSA E AFOR SULL’EDIZIONE CARTACEA DEL QUOTIDIANO A FIRMA DI GIOVANNI VERDUCI E ROSAMARIA AQUINO

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