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COSENZA – Deve avere proprio un carisma particolare Silvio Berlusconi se è riuscito a conquistare anche uno come Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e architetto che può vantare realizzazioni in un po’ di posti del mondo.
Più che il calcolo politico, sembra proprio l’afflato umano ad aver unito in maniera inscindibile Occhiuto e il Cav; anche se è evidente che il passaggio dei due fratelli è convenuto a entrambe le parti. A Forza Italia gli Occhiuto possono portare in dote profili politici freschi, una rete sul territorio molto articolata e anche un bel po’ di voti. Forza Italia, a sua volta, garantisce un futuro politico ai due e li mette al riparo dal fuoco amico che spesso hanno dovuto subire.

COSENZA – Più che il calcolo politico, sembra che sia stato il carisma di Silvio Berlusconi ad aver unito in maniera inscindibile Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e architetto, e il Cav; anche se è evidente che il passaggio dei due fratelli (LEGGI) è convenuto a entrambe le parti. Ma in un’intervista al Quotidiano, Mario Occhiuto ricorda: «Il mio non è un approdo, è un ritorno. Ho sempre creduto nel sistema di valori che stanno alla base del movimento: la rivoluzione liberale, lo spirito d’impresa, la meritocrazia, la riduzione delle tasse. Per questo, insieme a un gruppo di amici, fondai nel 1993 il primo club di Forza Italia a Cosenza. Anche mio fratello Roberto aderì agli Azzurri e con loro divenne a poco più di venticinque anni il più giovane consigliere regionale. Poi fu costretto ad andarsene dal partito per l’ostracismo del gruppo dirigente locale, mentre io tornai alla mia professione».

 

Il sindaco svela le ragioni che lo hanno spinto a sposare di nuovo la causa berlusconiana: «Forza Italia mi sembra l’unico movimento che è rimasto coerente a questi valori, altrove vedo solo assembramenti elettorali. Poi c’è la personalità di Berlusconi che devo dire mi ha molto colpito». Dell’ex premier, il primo cittadino di Cosenza dice: «E’ lui il vero rottamatore perché ha un disegno chiaro in testa di rinnovamento del partito e del Paese. Il vero conservatorismo sta in una certa sinistra. Non credo che Berlusconi scomparirà presto. Anzi, mi ha detto che ora non può proprio farlo in omaggio alla sua storia di uomo, imprenditore e politico. Mi è piaciuto poi molto il modo in cui ci ha ricevuti a Palazzo Grazioli con una signorilità e un’accortezza che mi hanno impressionato. Abbiamo conversato quasi due ore e non solo di politica ma anche di arte, architettura, urbanistica». Un incontro che, svela, è stato organizzato da Jole Santelli.

L’INTERVISTA INTEGRALE, CON IL RACCONTO DEL COLLOQUIO TRA GLI OCCHIUTO E BERLUSCONI, NELL’EDIZIONE CARTACEA DEL QUOTIDIANO ACQUISTABILE IN EDICOLA O CONSULTABILE CLICCANDO QUI

 

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