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Incarnato, commissario liquidatore Sorical

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COSENZA – Cinque anni non sono stati sufficienti a Mario Oliverio per riformare il servizio idrico calabrese. E non è per nulla una buona notizia perché la già critica situazione della Sorical si fa sempre più complicata con il passare del tempo. Ieri c’è stata una prima riunione dei lavoratori, preoccupati per il loro futuro, organizzata dalla Cisl, oggi quella di Cgil e Uil. Il problema è sempre identico ovvero la crisi di liquidità della società idrica che da un punto economico-finanziario starebbe anche bene se solo i suoi clienti, ovvero i comuni, pagassero il dovuto.

Invece ad oggi la situazione è che Cosenza deve qualcosa come 10 milioni di euro ed è ancora in attesa dell’organismo straordinario di liquidazione che dovrà gestire la massa debitoria. Lamezia Terme ha un debito di 13 milioni, ma la Multiservizi è in profondo rosso. A Crotone il nuovo consorzio Congesi ha già maturato 14 milioni di euro di debiti. Reggio Calabria che aveva un debito elevatissimo ha deciso una rateizzazione che solo in parte sta rispettando. In tutto questo c’è il problema del bilancio regionale. L’amministrazione Oliverio non ha approvato l’ultimo bilancio e la Regione è in esercizio provvisorio. Il motivo sta proprio nei crediti che l’ente vanta verso i Comuni per i servizi idrico e rifiuti. In bilancio sono stati inscritti 300 milioni per crediti che sono, per quanto riguarda l’idrico, precedenti alla nascita della Sorical.

La Corte dei conti ha ritenuto questa posta poco credibile ed ha invitato la Regione ad aumentare di almeno 90 milioni la voce relativa ai crediti di dubbia esigibilità. La stessa Corte nelle scorse settimane ha scritto ai comuni per chiedere in che modo stanno procedendo all’estinzione del debito. Siccome i nostri municipi non stampano certo moneta è chiaro che se devono prima far fronte ai debiti verso la Regione, non possono affrontare anche quelli verso la Sorical. Così quest’ultima società sta facendo i salti mortali per onorare i suoi impegni. Ormai i pagamenti verso i fornitori sono slittati a sei mesi dai 60 giorni iniziali e con grandi sacrifici si stanno pagando gli stipendi, ma nessuno sa dire fino a quando. Giusto a titolo di esempio la Sorical a fine anno ha liquidato 41 milioni di euro all’Enel e alla Depfka bank, la banca irlandese che ha aiutato Veolià nel 2014 alla ristrutturazione del debito di Sorical e come contropartita ha avuto in pegno quote della società. Insomma è evidente che il sistema non regge più e che è improcrastinabile una riforma. Ma i tempi delle riforme in Calabria viaggiano a ritmi di lumaca.

Oliverio ha dato vita all’Aic, autorità idrica calabrese, composta dai sindaci che dovevano decidere sulla nascita di un soggetto unico che si occupasse di portare l’acqua dalla fonte ai rubinetti di casa ed incassare anche le tariffe. Anche qui però i ritardi sono pazzeschi. L’Aic ha impiegato tre anni solo per approvare lo statuto e attualmente è alla ricerca del suo direttore generale per il quale è in corso una manifestazione di interesse. Insomma per diventare operativa chissà quanto tempo ci vorrà ancora, ma il problema è davvero stringente. È uno dei nodi che la neo presidente Jole Santelli dovrà sciogliere una volta che il nuovo consiglio e la giunta saranno finalmente operativi.

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