Jasmine Cristallo, leader del movimento delle Sardine in Calabria

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ROMA – E’ durato oltre due ore l’incontro tra i portavoce del movimento delle Sardine e il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. «Abbiamo ascoltato cosa aveva da dirci sull’autonomia differenziata» spiega Massimiliano Perna che ha presentato durante il colloquio le priorità di Calabria e Sicilia insieme a Jasmine Cristallo.

«Ci sono stati forniti documenti e chiarimenti – afferma Perna – è stato un momento positivo. Siamo stati rassicurati in merito al fatto che qualsiasi forma di autonomia sarà inserita all’interno di un disegno di legge quadro posto al vaglio del Parlamento nel rispetto dei paletti imposti dalla Costituzione. Noi non siamo una forza politica, ma un movimento che cerca di dialogare con le istituzioni per fare da ponte con le istanze della cittadinanza. Con umiltà abbiamo portato alla luce le problematiche e le perplessità della gente del Sud su sanità, infrastrutture, inquinamento, parità di genere, disoccupazione, lotta alle mafie, proponendo un cambio di rotta. Per tutto il Sud – continua – abbiamo chiesto di pensare ad una transizione ecologica che possa portare al risanamento dei territori ed al loro rilancio in chiave sostenibile. Un esempio. Il potenziamento delle energie rinnovabili, come sta avvenendo in altre aree d’Europa. Ciò su cui abbiamo posto l’accento sono i ritardi enormi nei collegamenti con le aree interne delle regioni meridionali ed il dissesto idrogeologico che è un serio problema per l’incolumità pubblica».

«Crediamo che il ponte sullo Stretto non rappresenti la soluzione, ma che serva potenziare il sistema viario e ferroviario per poter permettere ai cittadini di spostarsi facilmente e fare rete. E necessario risolvere le emergenze italiane basandosi sul principio di solidarietà – sostiene il portavoce delle Sardine – non vogliamo riforme che possano portare ad accentuare ancora di più il divario tra Nord e Sud. Siamo andati lì per chiedere una visione globale della politica al fine di favorire una redistribuzione della ricchezza, preoccupati dalla spinta autonomista di alcune regioni

«Non pretendiamo di dire ad un ministro cosa deve fare. Ci siamo interrogati – dice ancora Perna – sul perché la politica chieda a noi che siamo un movimento spontaneo di ragazzi e pensiamo che ci sia davvero un vuoto di rappresentanza sui territori che ha portato molte persone a scendere in piazza. Quando vedi un ministro che prende appunti sulle cose che gli racconti è una grande opportunità».

Infine Perna ha spiegato cosa è successo ieri nell’interfacciarsi con il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano. «La polemica sulla questione dell’Erasmus in Italia è strumentale. Noi abbiamo parlato di questo meno di un minuto. E un’idea simbolica – chiarisce Perna – nata per dare un senso di un’unità al Paese e mettere in contatto gli studenti perché pensiamo che chi vive al Nord e chi vive al Sud spesso non si incontra. Una proposta che può aiutare a scambiare reciprocamente le proprie competenze. Un po’ come è successo a noi Sardine che proveniamo da città diverse. Molti hanno utilizzato questo per fare il titolo, facendo passare in secondo piano i temi complessi trattati durante l’incontro con il ministro Provenzano. Ovvio che l’Erasmus non è la soluzione alla questione meridionale, chi è sano di mente sa che non è pensabile», conclude.

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