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Nino Spirlì, vice presidente della Regione Calabria

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COSENZA – E’ davvero un mistero il perchè la giunta regionale abbia deciso di bloccare i 136 milioni di euro stanziati per il bando regionale sulla valorizzazione dei borghi. Sulla questione, nonostante le tante sollecitazioni, dalla Cittadella preferiscono mantenere il silenzio più assoluto. Ma da un bel po’.

Il sindaco di Santa Caterina allo Jonio, Francesco Severino, lo scorso 25 maggio aveva scritto una nota al vicepresidente Nino Spirlì per discutere proprio della situazione del bando sui borghi. Si perchè il suo Comune era arrivato quarto nella graduatoria provvisoria approvata dalla Regione con il finanziamento di circa 1,5 milioni. Non solo ma siccome il bando prevedeva dei punteggi aggiuntivi in caso di cofinanziamento dei progetti, il Comune di Santa Caterina, nonostante le difficoltà economiche che vivono tutti i comuni calabresi, specialmente in questo momento, era riuscito a destinare al progetto il 10% dell’importo totale ovvero 150mila euro. Ma i soldi sono fermi, unitamente a quelli del bando e non si sa il perchè.

Eppure Severino è convinto che il suo sia un progetto vincente visto che è tutto incentrato sulla rivitalizzazione del centro storico e dei suoi scorci che affacciano sul mare. L’idea progettuale è (o era) quella di arrivare alla riqualificazione del borgo storico mediante la creazione di un polo culturale e nello stesso tempo salvaguardare siti e monumenti di rilevanza storica come ad esempio Palazzo Badolato e la chiesa sconsacrata della Santissima Annunziata. Nei vari locali recuperati l’idea era quella di inserire tutta una serie di aziende culturali e legate alle nostre tradizioni identitarie oltre a creare un albergo diffuso in tutto il centro storico.

Severino ci crede fortemente ed è molto rammaricato per lo stop al bando. Ancora di più lo è perchè non ha avuto nessun riscontro da parte dell’assessore Spirlì o chiunque della sua struttura. Eppure Severino aveva scritto a nome di venti sindaci del catanzarese che hanno anch’essi partecipato al bando. Fra questi: Guardavalle, S. Caterina, Badolato, Sant’Andrea dello Jonio, Davoli, Chiaravalle, Gasperina, Isca, Cardinale, Maida, Pianopoli, Girifalco, Staletti, Vallefiorita, Torre Ruggero, Olivadi, Borgia, Petrizzi, Soverato, Sellia superiore e Magisano. Tutti questi sindaci sono in attesa di un risposta che non è mai arrivata nè alla richiesta di incontro nè ai motivi che hanno portato alla sospensione del bando che per i Comuni prevede 100 milioni di euro. Così come non hanno nessuna notizia i privati che hanno partecipato al bando, per i quali era previsto uno stanziamento di 36 milioni. Fra l’altro il bando prevedeva un contributo a fondo perduto fino a 70.000 euro per le donne e i ragazzi under 29.

E se si possono capire le critiche di Spirlì sulla composizione delle graduatorie (per il vicepresidente erano stati dati soldi a tutti i Comuni senza nessuna valutazione reale della validità dei progetti), non si capisce perchè non vengono liberate le risorse per i privati che vogliono investire nei borghi. Anche perchè i soldi sono immediatamente spendibili e con il giusto cinismo anche “rivendicabili” politicamente. Invece tutto è fermo. Le tre commissioni che dovevano valutare i progetti sono state congelate e nessuno dalla Cittadella si è preso la briga di spiegare il perchè e che evoluzioni future ci saranno.

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