X
<
>

Jole Santelli

Tempo di lettura 4 Minuti

CATANZARO – Dopo la conferenza stampa di presentazione (LEGGI LA NOTIZIA) e il lancio del video di supporto all’iniziativa (GUARDA) è il momento dei provvedimenti veri e propri assunti dalla Regione Calabria nell’ambito del piano “Riparti Calabria”.

Partendo dal presupposto che «come riportato da uno studio CERVED del mese di marzo 2020, “Le imprese italiane potrebbero perdere tra i 270 e i 650 miliardi di fatturato nel biennio 2020-21 a causa del COVID-19, a seconda della durata dell’epidemia e della velocità di reazione del nostro, sistema. La contrazione sarebbe particolarmente violenta nell’anno in corso, con conseguenze senza precedenti per alcuni settori» la Regione punta la massima attenzione sulla Calabria dove si stima che «le imprese perderanno 2,2 miliardI di euro di fatturato nel solo anno 2020 e 900 milioni nel 2021», il che vorrebbe dire che «le imprese calabresi in termini percentuali perderebbero il 16,9% contro il 15,6% della Lombardia».

Inoltre, «una indagine SVIMEZ sottolinea che a causa di una maggiore parcellizzazione del tessuto produttivo nel Mezzogiorno le unità locali interessate dal lockdown raggiungono quasi il 60% a fronte del 56,7 e del 57,2% rispettivamente nel Centro e nel Nord, con una perdita di fatturato per mese di inattività pari a quasi 12 mila euro per autonomo o partita iva e con una perdita di reddito lordo (ebitda) di circa 2 mila euro per mese di lockdown», nello specifico regionale «SVIMEZ, certifica per la Calabria uno dei valori più alti in termini di unità locali interessate dal lockdown pari a 60,3%, con perdita di fatturato mensile pari a euro 11.126 e con una perdita di reddito lordo (ebitda) di 1.852  euro per mese di lockdown».

La prima misura: ecco cos’è Riapri Calabria

Con questi presupposti nasce il progetto Riparti Calabria la cui prima misura sarà “Riapri Calabria”. Si tratta di «una misura appartenente al progetto complessivo Riparti Calabria, che si innesta nel regime del Temporary Framework elaborato dall’UE, per l’emergenza COVID. L’intervento specifico sostiene piccoli imprenditori e Partite IVA nella fase emergenziale contribuendo ad attenuare gli effetti socio-economici derivanti dalla repentina interruzione delle attività produttive. Il sostegno consiste in un contributo una tantum erogato sulla base di una apposita istanza presentata dal rappresentante legale dell’impresa o da un intermediario abilitato, per il tramite di piattaforma telematica.

Il bonus di Riapri Calabria spetterà a Microimprese Artigiane, Commerciali, Industriali e di Servizi che, alla data del 31 Dicembre 2019 siano attive e abbiano sede operativa nella Calabria, e sarà pari a «un contributo a fondo perduto una tantum, pari a €2.000,00 per ciascuna impresa richiedente» e sarà «cumulabile con tutte le indennità e le agevolazioni, anche finanziarie, emanate a livello nazionale per fronteggiare l’attuale crisi economico-finanziaria causata dall’emergenza sanitaria da “COVID-19”».

Il pagamento del bonus avverrà dopo la presentazione della «domanda, estremamente semplificata, da effettuare su apposita piattaforma informatica, e potrà essere trasmessa dalle imprese o dagli intermediari qualificati. Concluso l’esame della domanda, la Regione Calabria comunicherà al beneficiario, a mezzo pec, l’ammissione ai benefici del bonus e, contestualmente, ne disporrà l’immediata erogazione a mezzo di bonifico bancario sull’IBAN indicato in sede di presentazione della corrispondente richiesta».

Per questa prima fase è previsto uno stanziamento di 40.000.000 di euro, «equivalenti alla erogazione di 20.000 bonus sull’intero territorio regionale seguendo l’ordine cronologico delle richieste pervenute».

La seconda misura: ecco cos’è Lavora in Calabria

La seconda misura lanciata dalla Regione nell’ambito del piano Riparti Calabria si chiama Lavora Calabria e ancora una volta «si innesta nel regime del Temporary Framework elaborato dall’UE, per l’emergenza COVID». 

In questo caso «si tratta di una misura di stimolo alla riapertura delle attività, che invita l’impresa a riattivarsi secondo uno schema preesistente all’emergenza COVID 19 n termini organizzativi ed occupazionali. La misura mira ad attenuare gli effetti socio-economici derivanti dalla prolungata interruzione delle attività produttive». 

Il tipo di sostegno offerto consiste in un «contributo erogato sulla base di una apposita istanza presentata dal rappresentante legale dell’impresa o da un intermediario abilitato, per il tramite di piattaforma telematica, volto a contribuire ai costi del lavoro aziendali mediate un contributo mensile, per 5/6 mesi (o comunque sino al 31/12/2020), di importo flat, sulla base del 66% degli occupati dichiarati».

L’obiettivo di questa misura è quello di «conservare per intero i livelli occupazionali pre COVID a Sistema con l’intervento di cassa integrazione straordinaria attivata a livello regionale».

Hanno diritto ad ottenere il bonus «Microimprese e PMI Artigiane, Commerciali, Industriali e di Servizi appartenenti al tessuto economico regionale per sostenerle nella fase di riapertura post lockdown Covid che, alla data del 31 Dicembre 2019 siano attive e abbiano sede operativa nella Calabria». L’importo messo a disposizione «è concesso nella forma di un contributo all’occupazione in ragione di 250 – 350 euro per ogni addetto in forza lavoro moltiplicato per un fattore di correzione. Il contributo viene riconosciuto per un periodo di 5/6 mesi.  Il contributo è cumulabile con tutte le indennità e le agevolazioni, anche finanziarie, emanate a livello nazionale per fronteggiare l’attuale crisi economico-finanziaria causata dall’emergenza sanitaria da “COVID-19”».

Anche in questo caso, dopo la presentazione «della domanda, estremamente semplificata, da effettuare su apposita piattaforma informatica, potrà essere trasmessa dalle imprese o dagli intermediari qualificati. Concluso l’esame della domanda, la Regione Calabria comunicherà al beneficiario, a mezzo pec, l’ammissione ai benefici del bonus e, contestualmente, ne disporrà l’immediata erogazione a mezzo di bonifico bancario sull’IBAN indicato in sede di presentazione della corrispondente richiesta». Per quanto riguarda questa misura «sono previsti interventi per 80.000.000 di euro, equivalenti alla erogazione di circa 300.000 voucher occupazionali sull’intero territorio regionale seguendo l’ordine cronologico delle richieste pervenute».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares