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Una parte dei sindaci stamattina in piazza Plebiscito a Napoli

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NAPOLI – “Al Sud spettava il 60% delle risorse del recovery fund e lo ha riconosciuto anche il ministro Carfagna, invece Draghi stanzia per il Mezzogiorno solo il 40%. C’è un 20% che ci è stato sottratto e questo non lo accettiamo”.

Questa la posizione dei 500 sindaci del Sud che hanno aderito alla rete “Recovery Sud” espressa dal sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, questa mattina in piazza del Plebiscito a Napoli.

La delegazione di primi cittadini della rete “Recovery Sud” si è incontrata nella piazza simbolo di Napoli, “nostra capitale ideale e morale”, per esprimere il proprio dissenso sulla ripartizione delle risorse del Next Generation Eu. Non è la prima forma di protesta, ha ricordato Carlucci che nei giorni scorsi ha dormito nella sede del suo Comune, né sarà l’ultima: “Il nostro obiettivo – ha detto – è non far passare il treno del recovery invano, ma approfittare di questo stanziamento per eliminare il divario Nord-Sud. Dopo 160 anni siamo stanchi delle condizioni del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia, stavolta non dobbiamo farci scippare questo stanziamento”.

Molti i sindaci presenti, la grandissima parte a rappresentare piccoli comuni. Al Quotidiano della Calabria l’intervista di Ernesto Magorno, sindaco di Diamante e senatore di Italia Viva che lamenta l’esiguità delle risorse (LEGGI).

A fare “gli onori di casa” il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Chi abbandona i sindaci abbandona i cittadini – ha detto – noi non chiediamo un’elemosina ma andiamo a prenderci dei diritti, soprattutto diritti costituzionali. Senza il Sud l’Italia non ci sarebbe stata. Per 10 anni abbiamo fritto il pesce con l’acqua, ci hanno lasciato senza soldi ma non abbiamo mai perso la dignità”.

In piazza a manifestare con i sindaci a sorpresa c’era anche il cantante Al Bano: “Di fronte alle ingiustizie bisogna creare uno spazio di giustizia – ha detto – e non si capisce perché le risorse destinate al Sud se ne vadano per altri lidi. Se è per il Sud, che rimanga al Sud. Chiediamo giustizia perché ce la meritiamo”.

Molte le bandiere del Regno delle Due Sicilie, presente anche una delegazione degli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli, chiuso dalla multinazionale lo scorso 1° novembre, così come lo scrittore Pino Aprile.

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